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Coronavirus, due casi nelle istituzioni Ue. Uno dei contagiati è stato a Milano e Cortina

Un caso accertato al Consiglio Ue, dove è ancora in corso la riunione dei ministri degli Interni sull’escalation al confine tra Grecia e Turchia. Nessuna chiusura prevista dei palazzi della politica europea

Di mattina i rumor, nel pomeriggio le conferme. Due funzionari delle istituzioni europee sono stati contagiati dal coronavirus. A renderlo noto sono stati gli stessi colleghi dei due pazienti, sgombrando anche il campo dalle notizie incomplete o false girate su social e siti di notizie. Per dirne una, l’Agenzia europea per la difesa (Eda) sostiene sia “errato” che la persona del suo staff risultata positiva al contagio “abbia partecipato a una riunione con 30 funzionari di altre istituzioni dell’Ue”. Vera è invece la notizia che, a poche ore dall’inizio della riunione straordinaria in Consiglio tra i ministri degli Interni, sia stato accertato un caso all'interno della stessa istituzione che ospita i rappresentanti dei Governi, tra i quali c'è anche la ministra italiana Luciana Lamorgese

I due casi

Si tratta di una persona che, secondo quanto riferisce a Europa Today un funzionario del Consiglio, lavora alla Segreteria generale dell’istituzione Ue. Quest’ultimo caso sarebbe  dovuto alla trasmissione del virus in Belgio, mentre il dipendente dell’Eda “ha viaggiato di recente in Italia (Milano e Cortina) ed è tornato a Bruxelles il 23 febbraio”, si legge in una nota dell’Agenzia. 

Le misure dell'Eda

L’Eda fa quindi sapere di aver già provveduto a individuare “i pochi membri del personale che erano in stretto contatto con il collega in questione” e ha chiesto loro, “come precauzione”, di “autoisolarsi per 14 giorni”. Si è quindi proceduto “sulla base dell'orientamento ricevuto dal Consiglio medico interistituzionale dell’Ue” ad “annullare tutte le riunioni che si terranno presso la propria sede e organizzate dall’Eda” fino “al 13 marzo 2020 incluso”. Inoltre, “nessun membro del personale dell’Eda parteciperà a riunioni esterne fino al 13 marzo 2020”. La nota precisa, infine, che si è già provveduto a “effettuare una disinfezione dell'ufficio e delle relative sale di riunioni” frequentate “dal membro del personale interessato”.

La reazione del Consiglio

Simili misure sono state prese dal Consiglio che sta identificando “le persone con cui il collega infetto è stato in stretto contatto sul posto di lavoro”. “Una volta identificate queste persone - spiega un funzionario - il Servizio medico seguirà le valutazioni dei rischi individuali e fornirà loro istruzioni e istruzioni adeguate”. “Possiamo confermare che il nostro collega, a causa della natura del suo lavoro, ha contatti diretti limitati o quasi assenti con delegazioni o visitatori esterni”, rassicura la stessa fonte.

“Stiamo anche identificando le posizioni all'interno degli edifici in cui era presente il collega per assicurare un’adeguata pulizia”, conclude il funzionario.

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