Il coronavirus 'spegne' i video in Hd sul web. Zuckerberg: "Per ora no rischi, ma..."

Dopo Netflix e YouTube, anche Facebook e Instagram rispondono all’appello della Commissione europea: “Traffico internet degli ultimi giorni superiore a quello della notte di Capodanno”

Nei giorni della quarantena e del teleworking, il traffico è calato sensibilmente sulle strade di quasi tutta l’Europa. Ma la circolazione di veicoli e persone, più che diminuire, si è semplicemente spostata su altre infrastrutture. L’amministratore delegato della Tim, Luigi Gubitosi, ha recentemente dichiarato che i volumi di traffico online in Italia sono “aumentati di oltre il 70% sulla rete fissa”. Incrementi di scambio e condivisione di dati che hanno generato apprensione in merito alla tenuta del web e dei server sui quali si regge il suo funzionamento. Che pur non essendo soggetti alle buche del manto stradale di cemento, possono sempre subire disfunzioni legare al sovraccarico della rete.

Sintonia tra i giganti del web 

Per questo motivo, la settimana scorsa i giganti della visualizzazione di contenuti online - Netflix, Amazon Prime e YouTube - hanno deciso di abbassare la qualità massima dei loro contenuti da HD (High-Definition, alta definizione) a SD (Standard Definition, definizione media). Oggi Facebook e Instagram hanno fatto sapere di aver preso lo stesso provvedimento, allineandosi con quanto richiesto dal commissario europeo al Mercato interno, Thierry Breton, che ha lanciato l’allarme sul traffico eccessivo sul web da oltre una settimana. Testate specializzate rilevano come la qualità video si sia abbassata anche su Apple TV, anche se il quartier generale dell’impresa fondata da Steve Jobs non è ancora confermato di aver ‘spento’ l’alta definizione. 

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Le preoccupazioni di Zuckerberg

A parlare dei possibili problemi al funzionamento della rete legati al numero eccessivo di utenti online è stato lo stesso Mark Zuckerberg. Il numero uno di Facebook, che controlla anche Instagram e WhatsApp, ha detto che il traffico degli ultimi giorni sia più che raddoppiato rispetto al normale, superando addirittura “il picco massimo annuale” che si registra “la notte del 31 dicembre”. “Per il momento non ci troviamo ancora di fronte a una massiccia epidemia nella maggior parte dei Paesi del mondo”, ricorda l’imprenditore 35enne. “Ma se ciò accadrà - conclude Zuckerberg - allora dovremo davvero assicurarci di esserne all’altezza dal punto di vista delle infrastrutture”.

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