Londra solidale: alberghi ai senzatetto, per proteggerli (e proteggersi) dal coronavirus

Al momento messe a disposizione 300 stanze per quelli più a rischio. Il sindaco Khan: “Affrontiamo insieme, come città, questo periodo incredibilmente impegnativo”

Senzatetto a Londra - Foto Ansa ISABEL INFANTES / AFP

Con l'emergenza coronavirus che si fa sempre grave nel Regno Unito, Londra prova a mostrare il suo lato solidale e a prendersi cura dei più vulnerabili tra i vulnerabili: i senzatetto. Alcuni hotel, ormai praticamente vuoti a causa della pandemia e dell'assenza di turisti, hanno messo questo fine settimana a disposizione 300 stanze per ospitare alcuni dei clochard della capitale britanica, per permettergli così di difendersi dalla malattia e anche per diminuire allo stesso tempo possibili fattori di contagio.

Al loro interno sono stati ospitati quei senzatetto che rientrano nelle categorie a rischio: over 70 e persone con altre malattia, che potrebbero avere gravi complicanze nel caso in cui contraessero il Covid-19. Come misura precauzionale a tutti i britannici che rientrano in questa categoria a rischio è stato chiesto di chiudersi in casa, ma i senzatetto una casa non ce l'hanno.

Le stanze non sono state fornite dalle strutture gratuitamente ma concesse comunque a tariffe molto agevolate e dovrebbero essere pagate con i fondi messi a disposizione dal governo per affrontare la pandemia. Sul progetto c'è un'intesa tra il premier conservatore, Boris Johnson, e il sindaco laburista, Sadiq Khan. “L'epidemia di coronavirus colpisce tutti a Londra e dobbiamo fare tutto il possibile per salvaguardare la salute di tutti, non ultimo quella di quei londinesi che sono costretti a dormire ogni notte nelle strade della capitale”, ha affermato il primo cittadino invitando ad affrontare “insieme, come città, questo periodo incredibilmente impegnativo”.

Il piano completo dovrebbe essere presentato oggi e il numero delle stanze dovrebbe allargarsi. Certo i costi potrebbero non essere bassi, ma anche guardando la cosa non da un punto di vista solidale, ma semplicemente di convenienza economica, secondo i calcoli dell'University College il posizionamento di gruppi vulnerabili negli hotel è molto più conveniente rispetto al trattamento delle persone in ospedale in caso di malattia.

L'intervento ha infati una duplice valenza: proteggere loro ma anche gli altri cittadini. Purtroppo, per questioni di condizioni materiali, i senzatetto non possono seguire certo le indicazioni igieniche dell'Nhs, il servizio sanitario nazionale, la più banale delle quali richiede di lavarsi le mani il più spesso possibile. Inoltre non possono mettersi in auto isolamento in caso di sintomi,come tutti gli altri cittadini, non avendo un luogo in cui isolarsi. E così potrebbero diventare vettori involontari del contagio. Dargli stanze di albergo serve quindi a proteggerli e a proteggersi.

Trecento letti sono solo l'inizio, ma purtroppo non sono certo abbastanza. Sarebbero almeno 8mila le persone che nella città dormono in strada, in tende o nelle stazioni e nei mezzi pubblici. Per loro la situazione sarà anche più difficile visto che, senza gli altri cittadini per le strade, anche le offerte sono quasi ridotte a zero. L'anno scorso ne sono morti 148, i cui corpi senza vita, in molti casi, sono stati lasciati a terra per ora, prima che qualcuno si accorgesse cosa era accaduto.

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