Coronavirus, la Grecia pensa a chiudere i porti ai migranti. La Turchia li apre

Ankara vuole il supporto dell'Ue nel conflitto in Siria ed Erdogan riapre le frontiere per mettere pressione su Bruxelles. Nello stesso tempo da Atene arriva il nuovo piano per fermare gli arrivi e “raddoppiare le misure di sicurezza”

Sbarchi a Lesbo, in Grecia - foto archivio Ansa EPA/YANNIS KOLESIDIS

Rischia di diventare caotica la situazione dei flussi migratori nel Mediterraneo orientale. La Turchia ha infatti deciso di non bloccare più alle sue frontiere i rifugiati siriani che intendano recarsi in Europa. A riferirlo sono i media locali, i quali precisano che la decisione sarebbe stata presa dopo una riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza nazionale convocata dal presidente Recep Tayyip Erdogan. A far scattare il provvedimento, presumibilmente mirato a mettere pressione sull’Unione europea, è stato il bombardamento aereo delle forze governative siriane - sostenute dalla Russia - nella provincia di Idlib, in cui negli ultimi mesi sono morti oltre a 300 civili, che hanno causato la morte di 22 militari turchi. 

Mettere pressione su Bruxelles

La mancata reazione dell’Ue e della Nato in difesa degli alleati turchi nel contesto siriano hanno quindi convinto Erdogan a riaprire le frontiere per far passare i profughi, oltre a lanciare una controffensiva per colpire l'esercito di Damasco. Dove andranno a finire le migliaia di persone che inizieranno a scappare verso l’Europa non è ancora certo. La Grecia ha infatti comunicato un nuovo piano indirizzato a un maggiore controllo dei confini. 

Porti chiusi per paura del coronavirus

“La migrazione sta ora assumendo una nuova dimensione, poiché i flussi verso la Grecia includono tante persone dall’Iran, dove ci sono stati molti casi di coronavirus”, ha detto ieri il premier greco Kyriakos Mitsotakis. “Le nostre isole, quindi, già gravate da problemi di salute pubblica, devono ricevere doppia protezione” ha precisato il leader conservatore durante una riunione ministeriale.

"Massima deterrenza"

Il premier greco ha aggiunto che le nuove misure servono ad evitare il contagio del coronavirus nelle isole. Mitsotakis ha quindi alzato il livello di sicurezza a livello della “massima deterrenza”, da considerarsi come una misura seconda solo alla chiusura totale dei confini. Il premier ha inoltre dichiarato che la Grecia lancerà una campagna d’informazione nelle lingue dei gruppi etnici diretti verso il Paese, per avvertirli che la Grecia non può più accettare ingressi illegali.

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