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Una protesta contro il fermo a Duesseldorf - foto Ansa EPA/FRIEDEMANN VOGEL

Una protesta contro il fermo a Duesseldorf - foto Ansa EPA/FRIEDEMANN VOGEL

In Germania finisce la 'quarantena' della prostituzione, riaprono le vetrine

Esultano le lavoratrici del sesso che erano ferme dall'inizio della pandemia di Covid-19 e chiedevano di poter ripartire. Dovranno lavorare però su appuntamento e tenere una lista dei clienti

Dopo mesi di stop in Germania riparte anche la prostituzione. Le 'vetrine' e le case di appuntamento, che erano state chiuse a causa della pandemia di conronavirus, riapriranno i battenti dal 15 settembre. Si comincerà negli stati della Bassa Sassonia, Schleswig-Holstein, Brema e Amburgo, e alle lavoratrici del sesso, per tracciare eventuali contagi, sarà richiesto di a tenere elenchi dei clienti e di lavorare solo su appuntamento.

I tre Stati seguono la decisione del Nord Reno-Westfalia, dove una decisione della principale Corte amministrativa ha annullato con effetto immediato il divieto di prostituzione emesso nel corso della pandemia. Da settimane le prostitute protestavano chiedendo di poter tornare al lavoro come tutti gli altri tedeschi. Il settore è stato molto colpito al punto tale che proprio la scorsa settimana, uno dei bordelli più grandi d'Europa, il Pascha di Colonia, ha dichiarato bancarotta per i problemi finanziari dovuti alla crisi.

“Finalmente”, ha esultato su Twitter Johanna Weber, la portavoce dell'associazione tedesca dei lavoratori del sesso BesD, dopo la notizia della ripartenza. "Gli eventi di prostituzione e la prostituzione nei veicoli" saranno ancora proibiti, ha detto Melanie Leonhard, ministro degli Affari sociali di Amburgo, la città portuale che ospita la Reeperbahn, uno dei quartieri a luci rosse più famosi della Germania.

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