In Francia detenuti "liberati" per l'emergenza coronavirus, in un mese 10mila in meno in cella

La diminuzione è dovuta da una parte al rallentamento dell'attività giudiziaria ma dall'altra alla scarcerazione anticipata di diverse persone per evitare rischi di contagio

Foto Ansa EPA/TANNEN MAURY

Il numero detenuti nelle carceri francesi è calato di circa 10mila unità in un mese, a causa della crisi del coronavirus. Lo ha annunciato dal direttore dell'amministrazione penitenziaria transalpina, Stéphane Bredin, durante un'audizione nella la commissione legislativa dell'Assemblea Nazionale di Parigi.

Liberazioni anticipate

La dimunizione è dovuta a due fattori, da una parte al rallentamento dell'attività giudiziaria ma dall'altra alla liberazione anticipata di diversi carcerati, allo scopo di evitare una crisi sanitaria e di sicurezza nei penitenziari di Francia. In particolare sono state decise le liberazioni anticipate di quei detenuti che erano a soli due mesi dalla fine della loro pena, sono stati poi liberati vari prigionieri per questioni mediche, nonché quelli in custodia cautelare. Una circolare a metà marzo ha anche chiesto di posticipare l'esecuzione di condanne penali brevi e riservare la detenzione preventiva solo ai crimini più gravi.

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Sovraffollamento

Grazie a questi interventi la popolazione carceraria francese è dunque scesa al 103% della capacità, e resta quindi una situazione di sovraffollamento. Secondo quanto riferito da Bredin, il calo osservato è di 9.923 detenuti in meno dal 16 marzo, per scendere ad un totale di 62.650 detenuti. Il primo marzo le carceri francesi, che da anni si trovano in una situazione di sovraffollamento cronico che ha portato a gennaio alla condanna della Francia da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu), avevano 72.400 detenuti, un tasso di occupazione 119%. Il direttore dell'amministrazione penitenziaria ha stimato che il tasso di occupazione scenderà "probabilmente" al 100% nel corso della prossima settimana.

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