Coronavirus, per gli europei l'Ue durante la pandemia è stata "irrilevante"

Un sondaggio rivela la delusione dei cittadini per la risposta di Bruxelles, ma anche il desiderio di una più stretta cooperazione europea in futuro

Una profonda delusione accompagnata al desiderio di vedere in futuro un’Unione più forte e unita. L’umore dei cittadini europei nei confronti delle istituzioni di Bruxelles emerge dagli ultimi sondaggi pubblicati dal Consiglio europeo sulle relazioni estere, un think tank pan-europeo con sedi in sette capitali Ue. Dalle risposte degli 11mila intervistati in 9 Paesi membri si percepire una delusione definita “inquietante” dall’istituto. 

La delusione nei confronti di Bruxelles

In Italia, il primo Paese Ue a essere stato duramente colpito della pandemia, il 63% dei partecipanti al sondaggio ha dichiarato che l'Ue ha reagito in maniera insufficiente alla crisi. Interpellati su quale partner internazionale abbia dimostrato maggiore vicinanza all’Italia nei mesi più bui del Covid-19, solo il 4% ha citato l’Unione europea, mentre un italiano su quattro ritiene la Cina un più valido alleato.

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Un sentimento condiviso

Il numero di persone che ritiene “irrilevante” la reazione europea di fronte alla crisi corrisponde a oltre il 60% degli intervistati in Francia. Delusione condivisa dagli altri Stati europei coinvolti nel sondaggio, nei quali la maggioranza dei cittadini ritengono che il proprio Paese sia stato lasciato solo di fronte alla crisi. Una tendenza che però non sembra essersi tradotta in un beneficio per i partiti politici più contrari all’integrazione europea, i cosiddetti ‘sovranisti’.

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I sovranisti non sfondano

Tornando all’Italia, il 76% degli intervistati afferma che avrebbe voluto assistere a una ripresa guidata dall'Ue e solo il 16% ha dichiarato che la pandemia gli ha fatto apprezzare di più le idee della Lega di Matteo Salvini. Opinioni di questo tipo si sono evidenziate in Spagna, dove il 54% degli intervistati afferma di avere una opinione peggiore del partito Vox, alleato a Bruxelles di Fratelli d’Italia. 

Il ruolo dello Stato

I risultati smentiscono l’opinione diffusa secondo la quale la pandemia abbia alimentato il sostegno dell'espansione delle competenze statali. In tutti e nove i Paesi partecipanti all'indagine, il 33% afferma di aver perso la fiducia nella capacità dei Governi di agire nella gestione della pandemia, e solo il 29% ritiene che la crisi dimostri la necessità di un ruolo maggiore per lo Stato. 

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Le speranze nell'Europa

Gli Stati coinvolti nel sondaggio sono Bulgaria, Danimarca, Francia, Germania , Italia, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia, che coprono oltre i due terzi della popolazione e del Pil dell'Ue. La maggior parte delle persone in tutti i Paesi intervistati afferma di essere ormai più fermamente convinta della necessità di una maggiore cooperazione all’interno dell’Ue. “L'anno scorso, abbiamo scoperto che molte persone che avevano poca fiducia nei loro sistemi politici nazionali vedevano l'Ue come la cura per la malattia nazionale”, scrivono gli studiosi. Tuttavia, a parte i risultati relativi alla Polonia, “coloro che hanno espresso fiducia nel potere dei Governi di gestire le questioni che incidono sulla loro vita sono ancor più favorevoli a una cooperazione Ue più stretta”. “Sembra che abbiano imparato - conclude il think tank - che lo Stato nazionale conta ma, allo stesso tempo, per dirla con le parole della cancelliera tedesca Angela Merkel, “lo Stato nazione in piedi da solo non ha futuro”.

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