Coronavirus, in Danimarca scuole riaperte. La Germania lo farà il 4 maggio

Sempre più forte tra i Paesi Ue la spinta a uscire dalla quarantena. E nonostante 60mila decessi, c’è già chi ha scelto di tornare alla normalità “a patto che si rispettino le regole di sicurezza”

Tornare gradualmente alla vita normale, ma rispettando le indicazioni degli esperti e mantenendosi pronti a riattivare alcune misure, se necessario. Si fa sempre più strada tra i Paesi Ue, soprattutto tra quelli che registrano meno decessi, l’idea che si possa tornare alla normalità nonostante la pandemia in corso. Se da una parte 60mila morti hanno convinto la gran parte degli Stati membri a prendere misure draconiane di distanziamento sociale, dall’altra i Paesi meno colpiti dalla crisi del coronavirus intendono tornare a vivere come prima. In questo secondo gruppo si scatena dunque una vera e propria corsa alla fase 2, che vede per il momento la Danimarca in prima fila.

La Danimarca riapre le scuole 

Il Governo di Copenhagen ha infatti deciso di riaprire le scuole agli studenti fino agli 11 anni di età. Questi ultimi sono già tornati tra in classe martedì 14 aprile, ma nel rispetto di una serie di misure di sicurezza. Gli alunni, infatti, dovranno passare più tempo possibile all’aria aperta, a giocare e fare attività in gruppi dai 3 ai 5 bambini, mentre in classe dovranno mantenere due metri di distanza tra loro. Università, licei, teatri, ristoranti e bar rimarranno chiusi fino al 10 maggio. “Se restiamo fermi lungo la strada potremmo cadere, ma se andiamo troppo veloce, potremmo andare storti”, ha detto la premier Mette Frederiksen

La Germania si affida alle mascherine 

Dopo gli studenti danesi, potrebbero toccare a quelli tedeschi. Il governo e le autorità regionali, i Laender, hanno trovato l'accordo per una riapertura  "a tappe" delle scuole a partire dal 4 maggio. In pratica, i primi a riprendere le lezioni in classe saranno i ragazzi degli ultimi anni delle superiori, che l'anno prossimo dovranno dare l'esame conclusivo, e i ragazzi dell'ultimo anno delle elementari. Nel decreto varato dalla cancelliera Angela Merkel insieme ai governatori dei Laender, si afferma inoltre che la conferenza dei ministri per l'istruzione dovrà presentare entro il 29 aprile un piano per come realizzare le lezioni rispettando le misure di sicurezza sanitarie, a cominciare dalla necessita' di mantenere la distanza di un metro e mezzo e riorganizzando le classi in gruppi di lavoro piu' ristretti. Inoltre, è previsto che ogni scuola debba dotarsi di un proprio "piano igiene". 

Da lunedì 20 aprile, incece, riapriranno i negozi con spazi fino a 800 metri quadri, a condizione di osservare le norme igieniche stabilite per legge. Porte aperte anche nelle biblioteche, negli archivi, zoo e giardini botanici, stando alla proposta del governo federale. Gli esercizi commerciali che richiedono un maggiore contatto fisico, quali i parrucchieri potranno riprendere la loro attività dopo il 4 maggio a certe condizioni, ivi compreso l’obbligo di indossare equipaggiamento protettivo. Resteranno chiusi ristoranti, bar e pub e saranno ancora proibiti i raduni in istituzioni religiose e luoghi di culto, dalle chiese alle moschee alle sinagoghe. Alberghi aperti solo a fini di necessità, quindi non turistici e i tedeschi dovranno “continuare a rinunciare ai viaggi privati all’interno del paese e alle visite ai parenti.

Voglia di ripartire anche in Austria

A indicare l’uscita dal confinamento dell’Austria è lo stesso cancelliere, Sebastian Kurz. “Abbiamo agito più rapidamente e in modo più restrittivo rispetto ad altri Paesi e siamo riusciti a evitare il peggio”, ha detto il giovane leader. “Ecco perché possiamo uscire da questa crisi più velocemente degli altri, ma solo a condizione che si continuino a rispettare le misure di protezione in modo molto rigoroso”, ha avvertito. Dal 14 aprile, i negozi hanno riaperto, ma anche i parchi e giardini. Dal primo maggio seguiranno i grandi centri commerciali e i parrucchieri. Le misure di protezione dovranno essere rispettate: uso della mascherina, mantenimento della distanza e poche persone in ogni negozio. Da metà maggio gli austriaci possono aspettarsi l’apertura di alberghi e ristoranti, ma gli assembramenti rimarranno vietati fino a luglio. Gli esami di maturità saranno organizzati rispettando una serie di misure di sicurezza, mentre le scuole rimarranno chiuse. 

Segnali incoraggianti in Spagna

Dopo l’Italia, la Spagna è il secondo Paese europeo con un alto numero di decessi (17.756), ma il numero dei nuovi contagi sta diminuendo. Un segnale che dà speranza a diversi settori di riprendere le attività economiche. La polizia insieme ai volontari hanno distribuito 10mila mascherine per gli impiegati dei settori industriali, edili, ma anche i lavoratori dei servizi di pulizie e esercizi commerciali che hanno ripreso a lavorare dal 13 aprile. I 46,6 milioni di spagnoli dovranno continuare a rispettare le misure imposte dal Governo fino al 25 aprile. Il ministro della Salute, Salvador Illa, ha ribadito che “lo spostamento verso il luogo di lavoro può essere effettuato solo se autorizzato e il telelavoro non è possibile”. 

La cautela del Governo belga 

Il Belgio è entrato in fase di confinamento il 13 marzo scorso chiudendo scuole, università, ristoranti, bar e negozi, tranne farmacie e punti vendita di generi alimentari. Ma al contrario dell’Italia, i belgi sono autorizzati ad uscire in compagnia di un convivente per passeggiare rispettando un metro e mezzo di distanza. Il numero dei decessi in Belgio è ancora alto, con più di 300 morti al giorno, mentre i ricoveri in ospedale sono circa 5.400. È dunque troppo presto per pensare ad una riapertura delle attività. “Bisogna aspettarsi un ritorno alla normalità non prima di diversi mesi, o addirittura un anno”, commenta la presidente del Gees (gruppo di esperti messo assieme dal Governo), Erika Vlieghe. Il gruppo di esperti creato per uscire dalla crisi del Covid-19 ha fornito le sue conclusioni al Governo di Bruxelles che, a quanto si apprende, indica una proroga delle misure di confinamento fino al 3 maggio. 

Secondo il virologo Marius Gilbert “se riapriamo ora, perderemo il beneficio delle misure finora osservate”. “L'attuale miglioramento della curva di ricoveri è il risultato delle nostre azioni di 10-15 giorni fa”, prosegue. “Se il rallentamento continua, adotteremo misure di alleggerimento, ma se la curva inizia a risalire, non saremo in grado di abbassare la guardia”, conclude. 

Situazione in Francia

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha annunciato ieri la propria delle misure di confinamento fino all'11 maggio. “Stiamo attraversando giorni difficili. Siamo in ansia per questo virus imprevedibile. Ma i risultati ci sono”, ha detto il presidente. Macron ha annunciato una riapertura progressiva delle attività solo dopo l’11 maggio: ristoranti, bar e alberghi rimarranno chiusi e non ci saranno festival o manifestazioni prima del mese di luglio. Le frontiere con i Paesi non europei non saranno aperte. 

Mascherina obbligatoria in Polonia

Il ministro della Salute, Lukasz Szumowski, ha deciso che il Paese sbloccherà le sue attività a partire del 19 aprile, ma le scuole non apriranno prima del 26 aprile. Nessun volo, né trasporto ferroviario internazionale sarà consentito. Tutte le frontiere rimarranno chiuse fino al 3 maggio. Inoltre, il Governo ha annunciato che l’uso della mascherina nei luoghi pubblici sarà obbligatorio a partire del 16 aprile. 

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