Il Belgio assolda 2mila "investigatori" per scovare i contagi e battere il Covid-19

Per avviare la Fase 2, il Paese si affida ai "contact tracers" che avranno il compito di ricostruire la catena dei contatti dei malati, rintracciarli e farli sottoporre al tampone per isolare i positivi

Foto Ansa EPA/Roman Zawistowski

Una vera e propria caccia al malato fatta con duemila investigatori per rintracciare tutti i possibili contagi di coronavirus. In attesa che sia attiva un'applicazione che possa svolgere questo lavoro in Belgio si punta sui metodi tradizionali e umani. Le tre Regioni del Paese, Bruxelles, Vallonia e Fiandre vogliono assumere 2mila cosiddetti “contact tracers”, per identificare i cittadini che potrebbero essere stati infetti dal Covid-19.

Le indagini

In pratica queste persone, a cui verrà fatto un corso specifico, dovranno ricostruire gli spostamenti dei malati e i loro incontri, per quanto possibile. Una volta stilato l'elenco i sospetti casi verranno sottoposti a tampone e, se trovati positivi, dovranno mettersi in auto isolamento per due settimane. Nel corso di una riunione con i ministri della Salute, le tre Regioni hanno discusso del metodo da applicare per indagare i contatti dei pazienti. La Vallonia ha bisogno di 600 investigatori, Bruxelles 200 e le Fiandre 1.200. “Questo è un gran numero di persone, ma fortunatamente la formazione non è molto difficile. Alcune ore di lezione potrebbero essere sufficienti”, ha spiegato una persona vicina al dossier. Questo metodo secondo il governo dovrebbe permettere di uscire lentamente dalla fase di confinamento e cominciare a tornare, lentamente verso una sorta di normalità ed evitare una seconda ondata di contagi.

La necessita dell'app

Per bloccare la diffusione del Covid-19, oltre all’utilizzo del metodo investigativo, si attende ovviamente lo sviluppo e la diffusione di un’applicazione che tramite dati Bluetooth permetterà di sapere con chi le persone sono entrate in contatto, anche se si tratta di sconosciuti incrociati per caso al supermercato. Attualmente Philippe De Backer, ministro delle Telecomunicazioni, sta lavorando per legalizzare l’uso di questa applicazione. Dopodiché saranno le Regioni a decidere quale sarà lo sviluppatore che la creerà. Secondo i virologi, se il 60% della popolazione scaricasse l’applicazione e rispettasse le istruzioni, il virus non dovrebbe più propagarsi, ma l’esperienza dei Paesi stranieri fa pensare che la percentuale è troppo ambiziosa.

I casi nel Paese

Al momento sono quasi seimila (5.998) i decessi in Belgio collegati al coronavirus. Secondo quanto riferito dal Servizio di sanità pubblica, che nelle ultime 24 ore sono state registrate 170 nuove morti, un numero per fortuna in calo, mentre in totale i casi positivi sono 40.956, 973 dei quali rilevati nelle ultime 24 ore.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • “Dal 1 gennaio basterà un ritardo di pagamento di 100 euro per finire nella blacklist delle banche”

  • Bimba di 2 anni uccisa dalla polizia, mobilitazione internazionale per chiedere giustizia

  • George Clooney attacca Orban: “In Ungheria solo rabbia e odio”. La replica: “Consigliato da Soros”

  • Sci, Austria contro l'Italia: "Nostri impianti resteranno aperti, se Ue ci obbliga ci risarcisca"

  • Dopo il confinamento la Francia vede la fine del tunnel. In Spagna a gennaio partono le vaccinazioni

  • Neonazismo e antisemitismo: si dimette l'alleato olandese di Giorgia Meloni

Torna su
EuropaToday è in caricamento