Coronavirus, beffa sui fondi Ue. L’Italia prenderà meno soldi di Spagna, Ungheria e Polonia

L’iniziativa per aiutare gli Stati europei colpiti dal Covid-19 prevede che al Belpaese vadano 853 milioni, già stanziati per le politiche di coesione. Ma nelle tabelle della Commissione si scopre la lista di chi riceverà più risorse

Nella classifica dei Paesi beneficiari dell’iniziativa di investimento in risposta al coronavirus, presentata oggi dalla Commissione europea,  l’Italia è solo quarta. A ricevere più soldi del Belpaese, al quale spettano 853 milioni, sono la Spagna (1,16 miliardi), la Polonia (1,12 miliardi) e l’Ungheria (855 milioni). Come abbia fatto lo Stato più colpito a livello Ue - e secondo nel mondo - dalla pandemia di Covid-19, a finire fuori dal podio dei maggiori destinatari di risorse per affrontare l'emergenza l’hanno spiegato i funzionari dell’esecutivo Ue, nel corso di un briefing tecnico coi giornalisti. 

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I fondi Ue dormienti

Quei “soldi freschi” promessi da Bruxelles sotto forma di liquidità immediata sono, in realtà, “fondi dormienti” già presenti nelle casse delle regioni e degli enti locali italiani. Si tratta di risorse non spese, ricevute come fondi strutturali e di coesione, che - secondo le regole Ue - andrebbero restituite al bilancio Ue. Le regioni italiane ne ricevono ogni anno, ma per spenderli devono mettere su dei progetti e co-finanziarli con risorse locali. Cosa che spesso non riescono a fare e da qui inizia il viaggio di ritorno dei soldi verso Bruxelles. 

La Polonia davanti all'Italia per aiuti sul coronavirus

La Commissione, per far fronte all’emergenza sanitaria e economica creata dal coronavirus, adesso ha deciso di non chiedere indietro tali risorse. Lo stanziamento può essere ora dirottato verso progetti mirati ad alleviare la sofferenza dei Paesi coinvolti dal contagio. Ma anziché fare una ripartizione delle risorse in proporzione ai danni causati dal Covid-19, Bruxelles ha optato per la via più rapida, quella di assegnare le risorse ai Paesi che se le erano già aggiudicate in passato. Da qui la curiosa classifica che vede la Polonia, con 49 casi accertati e una sola vittima, ricevere più aiuti dell’Italia, che a oggi registra 15.113 tamponi positivi e 1016 vittime.

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Una decisione presa in fretta

“Avessimo avuto il tempo e la tranquillità di progettare un nuovo strumento con altri finanziamenti non saremmo arrivati a questa ripartizione di risorse che presentiamo oggi”, ammette Gert Jan Koopman, direttore generale per il Bilancio presso l’esecutivo Ue. “Perché ciò che questa ripartizione riflette - prosegue l’alto funzionario Ue - non è nient’altro che la realtà di ciò che i Paesi membri hanno lasciato nella cassa dei fondi di coesione”. “Se vuoi agire nelle prossime settimane - spiega Koopman - devi partire da ciò che hai, se avessimo dovuto proporre una ripartizione delle risorse tra gli Stati membri saremmo arrivati a questo punto tra un anno”. “Non ho preteso nemmeno per un istante che questa fosse una ripartizione perfetta, ma queste sono le risorse materiali in ogni Stato membro”, conclude il funzionario della Commissione.

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