Coronavirus e 5G, in Olanda ripetitori dati alle fiamme

Episodi di sabotaggio anche nel Regno Unito, dove alcuni complottisti collegano la pandemia di Covid-19 alla nuova tecnologia. Secondo le imprese di telecomunicazioni il sistema sanitario sarebbe il primo a beneficiare dell'innovazione

Foto Ansa EPA/REMKO DE WAAL

Gli oppositori del lancio della una nuova rete 5G hanno danneggiato e dato alle fiamme diversi ripetitori nei Paesi Bassi. I movimenti contro la connessione di quinta generazione protestano contro possibili rischi per la salute dovuti ai ripetitori e alla presunta facilità di violare la privacy degli utenti con la nuova tecnologia. Episodi vandalici si sono verificati anche in Regno Unito, dove si sono diffuse teorie che affermano che il 5G sarebbe addirittura uno dei fattori che aumenterebbero la diffusione dell’epidemia di coronavirus

La 'scusa' della quarantena

Altra tesi del complotto vede i Governi europei a favore della quarantena per permettere alle imprese di installare i ripetitori al riparo dalle manifestazioni di protesta. Da qui la rivolta degli oppositori olandesi, che hanno preso di mira una serie di torri di trasmissione in tutto il Paese per opporsi alla nuova rete di telecomunicazioni. Secondo quanto riportato dal quotidiano olandese De Telegraaf, le torri di Rotterdam, Liessel, Beesd e Nuenen sono state gravemente danneggiate da un incendio. A fare la conta dei danni è Rob Bongelaar, direttore della Monet Foundation, un’associazione industriale che coordina il posizionamento dei ripetitori per conto degli operatori KPN, T-Mobile e Vodafone.

L'importanza delle infrastrutture

“Gli operatori stanno facendo del loro meglio per mantenere attive e funzionanti le reti mobili in questo momento difficile”, ha dichiarato Bongelaar alla stampa locale. “La disponibilità di un'infrastruttura digitale affidabile è essenziale”, aggiunge il rappresentante delle imprese. “Le connessioni sono disperatamente necessarie per gli ospedali e le case di cura”, sostiene Bongelaar, che poi bolla come “incomprensibile e inaccettabile” l’azione di chi “ha deliberatamente dato alle fiamme alberi di trasmissione radio”. Le scritte “F *** 5G” sono apparse anche sui box di trasmissione in vari siti vandalizzati. De Telegraaf riporta un sospetto incendio avvenuto venerdì sera anche nella città settentrionale di Groningen.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Problemi di salute e privacy

Da tempo, vari gruppi nei Paesi Bassi si sono opposti alla rete 5G, in gran parte a causa di problemi di salute come le onde radio che potrebbero essere potenzialmente dannose per la salute umana. Altri affermano che la rete potrebbe violare anche i diritti alla privacy degli utenti. A gennaio, circa un centinaio di persone si sono radunate contro la rete 5G di Amsterdam in Piazza Dam, chiedendo di ripensare ai piani di installazione.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Rissa tra turisti e polizia, in Belgio accesso alle spiagge limitato ai residenti

  • Scrive "vuoi sposarmi?" con 100 candeline, e la casa prende fuoco

  • Omicidi e guerre tra narcotrafficanti: in Svezia e Olanda è emergenza criminalità

  • Casi in aumento ma ai ravers non importa: tekno party con 10mila persone

  • Per fermare il coronavirus in Galizia vietato anche fumare per strada

  • Svedesi via da casa a 17 anni, italiani a 30. Ma in Ue c'è chi è più "mammone" di noi

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
EuropaToday è in caricamento