“I coronabond un regalo alla mafia? In realtà è il contrario”

Dal capo della polizia Gabrielli e dal magistrato Di Matteo arrivano gli allarmi sul rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia reale. Per Corrao (M5s) i bond comuni sono la soluzione

Prosegue la polemica innescata dal giornale tedesco Die Welt, secondo il quale i coronabond sarebbero non solo “una gigantesca perdita per i contribuenti tedeschi”, ma anche un aiuto alle organizzazioni criminali dal momento che “la mafia non aspetta altro che una nuova pioggia di soldi da Bruxelles”. A stretto giro è arrivata la dura reazione delle autorità italiane, con lo stesso ministro degli Esteri Luigi Di Maio che ha chiesto al Governo tedesco di prendere le distanze dalle affermazioni dei giornalisti. Anche se, fanno notare in molti, lo stesso concetto era stato espresso anni fa dal fondatore del Movimento cinque stelle, Beppe Grillo. Polemiche a parte, rimane il dubbio: i coronabond possono aiutare le mafie?

L'allarme di Gabrielli sul doping finanziario

A mettere in luce le connessioni tra gli aiuti per il coronavirus e le mafie è stato il capo della polizia, Franco Gabrielli, nell’intervista contenuta nel documento con cui l'Interpol, la più grande organizzazione internazionale di polizia che riunisce 194 Paesi del mondo, fa una prima valutazione dell’impatto della pandemia sui compiti di polizia e sull’evolversi della criminalità. Gabrielli parla dell’imminente pericolo del doping finanziario e del welfare assicurato dalle mafie. Al momento – spiega – nel mirino della criminalità organizzata sono finiti soprattutto “settori dove non è richiesto un livello particolarmente elevato di specializzazione e i gruppi criminali possono riuscire agevolmente ad offrire servizi a prezzi sicuramente concorrenziali perché le società da loro controllate non rispettano le prescrizioni normative in materia ambientale, previdenziale e di sicurezza sul lavoro”.   

Crisi di liquidità e rischio infiltrazioni

Occorrerà fare attenzione alla fase post-emergenza dove la minaccia mafiosa potrebbe esplodere con una forza inedita: “L’onda d’urto della massa di capitali sporchi della mafia - si legge nel documento dell’Interpol - potrebbe finanziare la crisi di liquidità delle grandi aziende, ma anche delle piccole e medie imprese, che a causa del lockdown potrebbero non essere in grado di far fronte ai propri pagamenti”. “La criminalità organizzata - prosegue il documento - potrebbe sfruttare il momento di difficoltà per insinuarsi nella compagine societaria assicurando il denaro necessario o proponendo prestiti usurai, così che al termine dell’emergenza le associazioni criminali potrebbero aver inquinato l’economia, controllando imprese in precedenza non infiltrate”.

Il contagio delle mafie

A intervenire sul tema è stato anche il magistrato Antonino Di Matteo, componente del Csm ed ex pm della Dda di Palermo. “C'è un altro terribile contagio che dobbiamo scongiurare in questo momento”, ha detto il magistrato riferendosi al fatto che “l'economia legale rischia di essere infettata ancora di più dalle mafie. La mafia punta a prendersi le aziende in crisi”. “I padrini e i loro complici - spiega in un’intervista a Repubblica - potrebbero già avere iniziato a contattare imprenditori e commercianti assaliti dalla crisi economica, offrendo ingenti disponibilità di liquidità, magari sotto forma di prestiti”. “Penso agli operatori del commercio - aggiunge Di Matteo - del settore alberghiero, in generale alle piccole e medie imprese. In breve tempo, la criminalità organizzata potrebbe arrivare all'obiettivo di controllare numerose attività economiche legali”.

Gli eurobond, una soluzione

A riportare questo discorso al dibattito sui coronabond è il parlamentare europeo del Movimento cinque stelle, Ignazio Corrao. “Ai tedeschi fautori di stereotipi anacronistici - scrive il politico siciliano - che pensano ancora che la mafia sia soltanto una questione italiana, bisogna ricordare come la criminalità organizzata abbia da anni una rete internazionale di affari”. “Gli eurobond rappresentano la soluzione - sostiene Corrao - perché essi sono un’iniezione di liquidità tale da salvaguardare l'attività di aziende sane, che corrono il rischio di finire in mano alla criminalità organizzata e ai giri di riciclaggio e di denaro sporco”. “Andrebbe spiegato al giornale Die Welt - aggiunge il deputato - che ci sono numerose inchieste che hanno dimostrato come tanti capitali di 'ndrangheta e Cosa Nostra siano accettati di buon grado proprio in Germania ed Olanda, tuttavia sia i tedeschi quanti gli olandesi fanno finta di non saperlo”. Un dibattito, quello sulle infiltrazioni mafiose in Europa, sicuramente più datato di quello sui bond comuni. Ma che con l’emergenza Covid-19 rischia di diventare pericolosamente attuale.

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