Copyright, lobby record sull'Europarlamento: sono arrivate 4,5 milioni di mail

Il numero delle telefonate è aumentato del 179%. Mercoledì il testo, che a luglio era stato respinto, torna in Aula per una seconda votazione

La direttiva sul Copyright in discussione al Parlamento Ue continua ad essere al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica europea. L'Eurocamera ha registrato una forte impennata dell'attività di lobby in vista del voto di mercoledì prossimo a Strasburgo sulla proposta di direttiva sui diritti d'autore nel mercato unico digitale. Secondo fonti dell'Europarlamento citate dall'Agi, sono state inviate 4,5 milioni di email a deputati, assistenti e funzionari dell'Aula di Strasburgo. Come se non bastasse il numero di telefonate è aumentato del 179%. Già in occasione del primo voto sulla direttiva in luglio, l'Europarlamento aveva subito un'intensa pressione da parte di lobby, movimenti e altri gruppi. Diversi eurodeputati favorevoli al testo avevano denunciato livelli di "violenza inaccettabile" e "minacce di morte".

La battaglia in Aula

E la prossima settimana il voto sarà una vera e propria battaglia in Aula con la direttiva che ha ricevuto finora 252 emendamenti alla proposta dopo che la Plenaria aveva rigettato il testo della commissione Affari giuridici nella sessione di luglio. Gli emendamenti al testo uscito dalla commissione Affari giuridici dello stesso Parlamento europeo sono 166. Gli articoli 11 e 13 della direttiva sono i più controversi perché, secondo alcuni gruppi politici e associazioni, metterebbero a repentaglio la libertà di internet. L'articolo 11, che era stato approvato con un solo voto di scarto dalla commissione Affari giuridici, introduce una sorta di "tassa sui link" alle notizie, in base al quale gli editori possono esigere il pagamento di diritti dalle piattaforme online e dagli aggregatori che condividono una notizia pubblicata attraverso gli 'snippet', le anteprime che compaiono sui Social media con titolo, sottotitolo e foto. L'articolo 13, invece, secondo i critici potrebbe portare a forme di censura preventiva, perché rende le piattaforme responsabili per eventuali violazioni del diritto d'autore dei contenuti che ospitano e le invita a adottare filtri per l'upload dei contenuti coperti da copyright. La discussione in plenaria si terrà martedì, mentre il voto è previsto mercoledì.

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