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Accordo sul copyright, il M5s non ci sta: “Ferita alla libertà della rete”

Manca solo l’ok di Strasburgo alla riforma del diritto d’autore. Nonostante i cambiamenti al testo base, la delegazione 5 Stelle promette battaglia in Aula. Contrari anche Verdi, Ssinistra radicale e parte dei socialisti

Un compromesso che non piace. Il voto della commissione Giuridica dell’Eurocamera ha dimostrato che le divisioni su uno dei testi più controversi della legislatura non sono per niente sanate. Con 16 voti a favore, 9 contrari e nessuna astensione, è stato approvato il testo dell’accordo tra Parlamento e Consiglio sulla proposta di direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale

Il testo è un “compromesso trovato tra Germania e Francia”, secondo l’eurodeputata Isabella Adinolfi, esponente del Movimento Cinque Stelle che ha criticato il provvedimento a più riprese. “Questo voto è una ferita alla libertà della rete perché vengono di fatto confermati i due articoli più controversi - sottolinea la Adinolfi - quello 11, che introduce la cosiddetta #linktax, e il 13 che prevede una responsabilità assoluta per le piattaforme di condivisione, dando il via all’uso di filtri automatici”. “Il testo inoltre presenta alcuni aspetti di vaghezza che determinano una situazione di incertezza giuridica - prosegue la pentastellata - andando a danno sia degli autori e dei creatori che degli operatori economici del settore e rischiando di frammentare il mercato digitale unico”.

La deputata dei cinque stelle, che assieme a Barbara Spinelli della sinistra Unita Gue e a vari deputati verdi e socialisti ha votato contro l’accordo, promette battaglia anche durante l’ultimo passaggio del testo nella plenaria di aprile a Strasburgo.  “Noi non ci arrendiamo - promette Adinolfi - crediamo che un compromesso più bilanciato e rispettoso dei vari interessi in gioco sia ancora possibile”. L'esponente 5 Stelle annuncia infine di aver sottoscritto l’appello Pledge2019 perché, spiega, “è ora di mobilitarsi, in vista del voto della plenaria, per dire no a questo testo, ai filtri automatici e sì alla libertà su internet”.

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