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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Privacy / Francia

Cookie imposti agli utenti: multa per Microsoft da 60 milioni

Il garante per la privacy francese ha affermato che il motore di ricerca Bing non ha un sistema che consenta di rifiutare i file pubblicitari in maniera semplice

Le norme europee sulla riservatezza dei dati personali si sono scontrate ancora una volta con un colosso tecnologico statunitense. Il garante per la privacy francese ha multato Microsoft per 60 milioni di euro per aver imposto l'installazione di cookie pubblicitari agli utenti del suo motore di ricerca. Si tratta di Bing, il terzo sito di ricerca più utilizzato al mondo alle spalle di Google e Baidu.

Quella all'azienda fondata da Bill Gates è la multa più alta inflitta nel 2022 dalla Commissione nazionale per la tecnologia e le libertà (Cnil), l'autorità amministrativa francese che equivale al Garante per la protezione dei dati personali italiano. L'anno scorso la Cnil ha annunciato attività di controllo sui siti che non rispettano le regole sull'utilizzo dei cookie. Google e Facebook sono già stati sanzionati nel 2021 con multe rispettivamente da 150 e 60 milioni di euro.

Il garante francese ha affermato che il motore di ricerca di Microsoft Bing non ha istituito un sistema che consenta agli utenti di rifiutare i cookie in maniera così semplice come vengono accettati.

Dopo le indagini, si è stabilito che "quando gli utenti visitano questo sito, i cookie vengono depositati sul loro terminale senza il loro consenso, mentre questi cookie sono utilizzati, tra gli altri, per scopi pubblicitari". L'autorità a protezione dei dati ha inoltre osservato che "non esiste alcun pulsante che consenta di rifiutare il deposito di cookie con la stessa facilità con cui lo si accetta".

Di qui la maxi multa il cui importo viene giustificato in parte con i profitti che la società statunitense ha ricavato dalla pubblicità generata indirettamente dai dati raccolti tramite i cookie installati senza consenso e capaci di tracciare la navigazione online dell'utente, dunque di capirne le preferenze di prodotti o servizi da offrire.

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Al colosso tecnologico sono stati concessi tre mesi per correggere la violazione delle norme sulla privacy. Se entro questo termine Microsoft non dovesse rimediare alle violazioni, si prevede un'ulteriore sanzione pari a 60mila euro per ogni giorno di ritardo nel rendere il sito compatibile alle norme europee sulla riservatezza dei dati personali.

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