Martedì, 22 Giugno 2021
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Autisti di autobus come poliziotti di frontiera? La Corte Ue dice no

La Germania obbliga le compagnie che attraversano il suo confine a controllare passaporto e permesso di soggiorno dei passeggeri, ma per il tribunale comunitario non ha diritto di farlo

ANSA/ FRANCESCO RUTA

Gli autisti degli autobus non sono agenti di frontiera e quindi non hanno diritto di chiedere il passaporto o il permesso di soggiorno ai passeggeri. Lo ha stabilito la Corte di giustizia dell'Unione europea secondo cui la Germania non può obbligare gli operatori di trasporto su linee transfrontaliere a controllare i documenti dei passeggeri per scoprire se tra loro ci sono migranti irregolari in quanto controlli di questo tipo, secondo il Codice frontiere Schengen, hanno un effetto equivalente alle verifiche di frontiera e sono quindi vietati.

Berlino minaccia sanzioni pecuniarie nei confronti delle imprese che hanno portato nel Paese cittadini extracomunitari sprovvisti del permesso di soggiorno e il caso è nato dopo che due aziende, una tedesca e una spagnola, la Touring Tours und Travel e la Sociedad de Transportes, che fanno servizio attraverso i confini olandese e belga, dopo una minaccia di sanzioni hanno fatto ricorso ai giudici tedeschi che hanno poi richiesto il parere della Corte.

Secondo il tribunale con sede in Lussemburgo visto che “i controlli sono effettuati nel momento in cui i viaggiatori salgono sull’autobus all’inizio del viaggio transfrontaliero, gli stessi costituiscono verifiche all’interno del territorio di uno Stato membro, vietate qualora abbiano un effetto equivalente alle verifiche di frontiera”. Inoltre “il controverso obbligo di controllo ha carattere generale, riguardante tutte le linee di autobus transfrontaliere, indipendentemente dal comportamento delle persone interessate e da circostanze che attestino l’esistenza di una minaccia per l’ordine pubblico”.

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