Conte si allinea con Macron: “Rivedere regole sulla concorrenza”

La Francia trova un nuovo alleato nella ‘guerra’ alle norme sulle concentrazioni tra imprese che in passato hanno impedito la fusione Alstom-Siemens. E che oggi potrebbero danneggiare l’italiana Fincantieri

Rimane sotto la lente d’ingrandimento di Bruxelles l’acquisizione dell’impresa di costruzioni navali Chantiers de l'Atlantique da parte dell’italiana Fincantieri, finita sotto indagine da parte della Commissione europea in forza del regolamento Ue sulle concentrazioni. Ma più che la fusione tra imprese leader, a finire sotto accusa - ancora una volta - sono le regole sulla concorrenza, ritenute obsolete, se non controproducenti, da un numero crescente di capi di Governo Ue. 

Le parole di Conte 

La pensa sicuramente così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ieri ha incontrato Ursula von der Leyen. “Fincantieri è un dossier di cui abbiamo parlato”, ha detto Conte ai giornalisti dopo il colloquio con la presidente della Commissione, per poi aggiungere: “Le norme sulla concorrenza sono state elaborate tempo fa, quando ancora non c'era ancora la globalizzazione, quindi riproporre quelle regole adesso e continuare ad applicarle in modo pedissequo, è un errore”. “Può essere auto-limitativo per i nostri campioni industriali”, ha tagliato il premier, allineandosi sulle posizioni di Emmanuel Macron.

Il caso Alstom-Siemens

Il numero uno dell’Eliseo si è, infatti, schierato più volte contro le regole che hanno impedito alla francese Alstom di fondersi con la tedesca Siemens. Il progetto di alleanza industriale aveva l’obiettivo di creare un gigante dei treni per compere, su scala globale, con gli altri pesi massimi del settore, a partire dalla cinese CRRC

Le regole sotto accusa

Che le regole europee - rigide sulle concentrazioni tra imprese del Vecchio Continente, ma aperte alla concorrenza straniera - finiscano per avvantaggiare le economie delle altre superpotenze mondiali è un tema citato anche ieri dal premier Conte: “Dobbiamo mettere i nostri campioni europei nelle condizioni di poter competere”. “Queste regole sulla concorrenza - ha concluso - le dobbiamo applicare con prudenza e ragionevolezza”. 

Togliere poteri a Bruxelles

Al di là delle parole misurate e prudenti, il caso Fincantieri apre un nuovo scenario in materia di politiche della concorrenza. Lo spostamento dell’Italia sulla linea francese - che vuole introdurre un diritto di veto per gli Stati membri sulle decisioni della Commissione europea nel settore delle fusioni industriali - potrebbe spostare gli equilibri a favore di una riforma che tolga poteri a Bruxelles per darli alle capitali Ue più influenti. 

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Il Manifesto franco-tedesco

Ai tempi del ‘no’ della Commissione alla fusione Alstom-Siemens, anche la cancelliera tedesca, Angela Merkel, non ha fatto mistero di non condividere l’approccio di Bruxelles in materia concorrenziale. Merkel e Macron hanno inoltre concordato il “Manifesto franco-tedesco di politica industriale europea”, presentato a Berlino un anno fa. “Le regole della concorrenza sono fondamentali - si legge nel documento - ma le regole esistenti devono essere riviste in modo da rendere possibile alle imprese europee di competere sulla scena mondiale”. Oggi “tra le 40 maggiori imprese del mondo solo 5 sono europee” si evidenzia con rammarico.

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