“Emissioni alle stelle e poca trasparenza”, bufera sul data center di Google

In Lussemburgo, il gigante del web investirà 1,2 miliardi di euro e assumerà 100 persone. Dopo l’entusiasmo iniziale, le comunità locali si interrogano sui rischi connessi all’impatto ambientale del centro e sullo scarso confronto tra la multinazionale e le istituzioni

Crescono i timori delle comunità locali del Lussemburgo interessate dal nuovo data center che Google intende aprire nella cittadina di Bissen. Il Governo sostiene l’operazione, alla luce della possibilità di limitare la dipendenza economica del Granducato dal settore finanziario. Si prevede infatti che i nuovi server di raccolta dati darebbero lavoro a circa 100 addetti. D’altra parte, i cittadini sono preoccupati per l’impatto ambientale del centro, che occuperà 34 ettari di terreno e consumerà enormi quantità di energia.

Le emissioni del digitale

Il tema delle emissioni dei data center è oggetto di preoccupazione anche da parte della Commissione europea. “Il digitale deve migliorare le performance di un’Europa più verde perché oggi è un settore che causa molte emissioni”, ha detto lo scorso 3 febbraio il commissario per il Mercato interno, Thierry Breton, durante un’audizione di fronte alla commissione Ambiente del Parlamento europeo. “È difficile come obiettivo”, ha ammesso Breton, “ perché il digitale comporta più emissioni del trasporto aereo”. “Molti cittadini non sanno che quando usiamo dei dati - ha detto il commissario con lo smartphone in mano - emettiamo gas serra”. In quell’occasione, il rappresentante dell’esecutivo Ue ha chiarito che l’inquinamento digitale arriva “soprattutto dai data center”, e poi ha promesso: “Di questo bisognerà occuparsene sicuramente, per trovare delle tecnologie e dei modelli che rendano il digitale neutro sul piano delle emissioni”.

Poca trasparenza

Lo scetticismo dei lussemburghesi nei confronti di Google rispecchia quindi la crescente preoccupazione, in tutto il continente, per l’impatto ambientale di tali investimenti in materia di tecnologie informatiche. Ma c’è di più. La società americana, due anni fa, ha infatti acquistato il terreno a circa 25 chilometri dalla capitale del Granducato per costruire quello che potrebbe diventare il più grande data center del Paese. Google ha motivato la scelta per la nuova infrastruttura in quanto il Paese è “nel cuore d’Europa, vicino ai nostri attuali e futuri utenti” oltre che per le telecomunicazioni e le reti elettriche avanzate. Ma finora il gigante del web non si sarebbe confrontata abbastanza con la gente del luogo. La compagnia americana ha infatti tenuto un solo incontro con la comunità locale, creando forti perplessità.

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"Comportamento all'americana"

“Il modo in cui Google agisce non è molto comune qui in Lussemburgo", ha dichiarato al giornale Politico il sindaco della città, David Viaggi. “Siamo abituati alle aziende che spiegano cosa vogliono fare quando arrivano, ma Google si sta comportando all’americana: si fanno vedere e dicono di aver bisogno di un campo enorme”, ha concluso il primo cittadino.

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