“Non rispettano diritti e privacy dei cittadini”. Bruxelles contro Facebook e Twitter

Secondo la Commissione europea, i due social media continuano a non rispettare le norme comunitarie a tutela degli utenti. La Buec, l'organizzazione dei consumatori Ue, chiede sanzioni

EPA/LUONG THAI LINH

Facebook e Twitter continuano a non rispettare le norme Ue a tutela dei diritti dei consumatori. Lo dichiara la Commissione europea, che oggi ha reso note le ultime modifiche effettuate da quei social media, tra cui anche Google+, a cui Bruxelles aveva già chiesto nei mesi scorsi di adeguarsi alla legislazione comunitaria in materia di privacy e commercio online. 

Se le proposte di Google+, scrive la Commissione Ue, “sembrano in linea con le richieste formulate dalle autorità di tutela dei consumatori, Facebook e, più significativamente, Twitter hanno rimediato solo in parte a importanti aspetti riguardanti le loro responsabilità e il modo in cui gli utenti sono informati della possibilità di rimuovere i contenuti o recedere dal contratto”. 

Le modifiche per le quali si sono impegnati Google, Facebook e Twitter, indica la Commissione, "andranno a beneficio di oltre 250 milioni di consumatori che utilizzano i social media: i consumatori non saranno costretti a rinunciare ai diritti inderogabili che la Ue riconosce loro". Per esempio il diritto di recedere da un acquisto online a cui si è giunti a seguito di una pubblicità promossa sui social in questione. E di conseguenza, il diritto a presentare reclamo in Europa anziché in California, dove hanno sede questi colossi. Le piattaforme poi dovranno assumere la responsabilità verso i consumatori dell'Unione, analogamente ai prestatori di servizi offline. Su questi punti, pero', le misure proposte da Facebook e Twitter non sono considerate sufficienti. 

Vĕra Jourovà, commissaria per la Giustizia, ha ricordato che i social media, "dato che sono usati come piattaforme pubblicitarie e commerciali, devono osservare pienamente le norme a tutela dei consumatori e per questo motivo è inaccettabile che questo processo non si sia ancora concluso e richieda così tanto tempo: ciò conferma la necessità di un 'new deal' per i consumatori: le norme Ue che li tutelano devono essere rispettate e le società che non lo fanno devono essere soggette a sanzioni”. 

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Sanzioni che, al momento, restano sospese. Per Monique Goyens, direttrice generale della Beuc, l'organizzazione dei consumatori europei, “servono poteri sanzionatori reali. Altrimenti, l'incentivo per le società a rispettare la legge sarà sempre basso”.

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