M5s, i test psicologici come valutazione dei dipendenti. L'ex: "Alla faccia della meritocrazia"

La vicenda di Fabrizio Fabbri alla delegazione M5S a Strasburgo e lasciato a casa a febbraio con 3 figli. "Non hanno valutato le mie competenze ma le mie risposte a proverbi e storielle". "Abbiamo rispettato i tempi ed i modi", ribattono i grillini. Ma i tempi dei 5 Stelle non combaciano

Attività al Parlamento Ue. European Parliament

Mezzo milione di euro che mancano tra i rimborsi di deputati e, forse, anche eurodeputati. Lo scandalo rimborsopoli cresce gettando un'immagine non proprio virtuosa sui grillini. Ma ci sono anche altri aspetti che emergono nella gestione dell'attività parlamentare da parte del M5S, quello della profilatura psicologica. 

La profilatura psicologica come arma di pressione

“Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”. Sei d’accordo con questa frase? Poco d’accordo? Per nulla d’accordo?

Cosa direste se dalla risposta a domande come queste dipendesse il vostro futuro professionale? Ebbene, è quello che è capitato agli advisor, gli esperti, di politica comunitaria contrattati dalla delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento Ue. “Siamo stati valutati da due persone, inviati dalla Casaleggio Associati, sulla base di risposte a proverbi e storielle che volevano misurare il nostro grado di accordo con l'establishment, non sulle competenze che abbiamo nel nostro lavoro, come mi aspetterei dopo 30 anni di esperienza”.

A puntare il dito contro il sistema di selezione/valutazione esportato dalla Casaleggio al Parlamento Ue – e non solo, visto che è stato usato anche alla Camera (e non a caso i dipendenti della Camera sono stati tutti licenziati sfruttando la legge Fornero) ed al Senato - è Fabrizio Fabbri, una vita lavorativa della durata trentennale passata tutta in ambito ambientale, da Greenpeace, al Ministero con Pecoraro-Scanio, come esperto alla delegazione italiana presso la Ue e quindi come direttore scientifico della Fondazione diritti genetici. E’ in questa veste che ha i primi contatti con i grillini, parlando di OGM, quindi inizia a lavorare con loro prima al Senato e poi al Parlamento Ue come esperto in Commissione Ambiente. E’ iscritto al Movimento dal 2010

"Si parla tanto di meritocrazia e mi valuta chi non conosce la macchina del Parlamento Ue"

“Si parla tanto di meritocrazia, di avere gente preparata - sbotta Fabbri - Gente che sappia fare il proprio lavoro, la cosa che mi ha illuso ad aderire al Movimento. Sono 30 anni che mi occupo di politiche ambientali, credevo in maniera naif che bastasse mettersi al servizio del gruppo in maniera professionale, ma evidentemente questo va valuto da chi conosce quel lavoro, non dalla profilatura fatta da chi non ne sa nulla”. Ora la sua avventura finisce, perché, assicura, sulla base di quei test non gli è stato rinnovato il contratto che scadeva il primo febbraio.

Gli esami, chi li fa e come sono valutati

“A fine ottobre - racconta Fabbri  - due esperti contrattati dalla Casaleggio, che per loro stessa ammissione dicevano di non sapere nulla della Ue e dei meccanismi del Parlamento, hanno sottoposto tutti gli esperti della delegazione ai test di profilatura, a inizio novembre hanno presentato i risultati”.

A colpire subito Fabbri, oltre al fatto che il suo nome appare in fondo a sinistra, quindi chiaramente difforme dai risultati di sufficienza richiesti dagli esperti voluti dalla Casaleggio Associati (“ero chiaramente il ‘problematico’”, riconosce), è che la “valutazione veniva effettuata da un grafico che metteva in relazione lo stipendio con le capacità espresse dai test di profilatura psicologica. Il salario è una questione di privacy, ma soprattutto che senso ha confrontare la profilatura psicologica con lo stipendio? Come se questo incrocio fosse un indicatore di efficenza..”

"Non volevano valutare le capacità professionali, ma il grado di accordo con l'establishment"

“E’ chiaro – insiste – che nessuno di quei test aveva la struttura né l’intenzione di valutare le capacità professionali richieste per svolgere il lavoro, non hanno nulla a che vedere con un’analisi di merito, cosa d’altronde impossibile visto che sono stati realizzati da persone che non conoscono minimamente il funzionamento della macchina amministrativa del Parlamento Ue. Quelli della Casaleggio volevano valutare quanto fossimo d'accordo in linea di principio con loro”. Già nel dicembre 2016, racconta ancora Fabbri, "ero stato attaccato verbalmente e quasi fisicamente dall'allora co-capogruppo EFDD (David Borrelli, ndr) assieme alla responsabile della comunicazione Cristina Belotti per questioni non legate al mio lavoro, per quello ho presentato una denuncia al centro anti-harrasement del Parlamento Ue".  

Una questione di metodo quindi, ma anche di merito. “Mi sarebbe piaciuto che eventualmente si fosse discusso sulla qualità del mio lavoro, ma non c’è stato modo, contavano solo i test”. Fabbri assicura anche di aver ricevuto la “solidarietà di alcuni eurodeputati” della delegazione.  

I 5 Stelle: "Decisione che dipende da perdita coordinamento EFDD in Commissione ambiente"

Per Laura Agea, capodelegazione 5 Stelle a Strasburgo, "il contratto di Fabbri era in scadenza, la decisione di non rinnovarlo è stata presa alla luce del fatto che avevamo perso il coordinamento nella commissione Ambiente e quindi dovevamo prescindere da un esperto. Fabbri - aggiunge Agea - è stato avvisato secondo i tempi previsti dal Parlamento Ue". Quindi i test non c'entrano nulla? "Non confondiamo le due cose - conclude la capodelegazione pentastellata - il contratto era in scadenza e io rispondo solo sulla questione del contratto di Fabbri".

Per Fabbri poi le cose non sono andate cosi': "Mi hanno avvisato dopo i test, senno' perché farmeli fare?". Oltretutto la perdita del coordinamento in ommissione Ambiente è stata una delle condizione imposte dagli euroscettici britannici del Ukip ai grillini per riammetterli nel gruppo dopo il tentativo di approdare nel gruppo dei liberaldemocratici, una trattativa condotta da Borrelli e rivelatasi fallimentare per il no degli stessi liberali.

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"Clima di terrore per i lavoratori della delegazione"

“Essere in mano a criteri avulsi dal tuo lavoro”, amplia il raggio Fabbri, “aiuta a creare un clima di terrore tra i lavoratori del gruppo. E non a caso – racconta ancora l'esperto ambientale - in una delle ultime mail dei due consulenti che sono venuti a Bruxelles per i test, c’era scritto che ‘il 24 gennaio si sarebbero messi a disposizione per incontri personali per migliorare’ il nostro rendimento, ma, hanno scritto, ‘questa volta non vi striglieremo’. Da quando in qua un consulente esterno striglia dei funzionari che hanno passato un concorso che segue regole ed ha garanzie? È sintomatico di come vogliano gestire i dipendenti, con il terrore e dividendoli, altro che creare gruppo”.

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