Giovedì, 21 Ottobre 2021
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La beffa del "Rambo" negazionista: ricercato dall'Interpol, ritrovato morto a pochi chilometri dalla sua auto

Per 35 giorni si sono mobilitati esercito e polizia del Belgio, ma anche le forze dell'ordine di altri Paesi europei. Un sindaco e un cacciatore hanno scoperto il corpo di Jurgen Conings, estremista di destra diventato eroe del fronte anti-misure Covid, non distante da dove erano partite le ricerche. L'ipotesi è che si sia suicidato

Per 35 giorni è stato come un fantasma che ha terrorizzato una parte del Paese, ma che ha anche ricevuto il sostegno di migliaia di cittadini, compresi suoi ex colleghi dell'esercito. Per trovare quello che è stato descritto come una sorta di Rambo, capace di nascondersi e sopravvivere nei boschi dove un tempo si celavano i soldati della Prima guerra mondiale, si sono mobilitati esercito e polizia non solo del Belgio, ma anche di Olanda e Germania. Mentre l'Interpol lo ha inserito nella lista dei ricercati più pericolosi. Alla fine, quasi a voler beffare quelle autorità contro cui si era scagliato nella lettera di addio alla compagna, Jurgen Conings, ex militare ed estreminista di destra, non è stato ritrovato dalle forze dell'ordine impegnate in una mega caccia all'uomo: lo hanno scovato per caso un sindaco e un cacciatore. Il suo corpo senza vita era a circa 3 chilometri dal luogo in cui era stata ritrovata la sua auto, e da dove erano partite le ricerche. Le prime ipotesi parlano di suicidio.

Il Rambo negazionista

Il Rambo introvabile, dunque, non si era nascosto nei boschi, né era fuggito all'estero, e neppure aveva trovato riparo presso qualcuno dei suoi estimatori, come gli oltre 30mila utenti di Facebook che avevano affollato il gruppo "Als 1 achter Jurgen" (Come una sola persona dietro Jurgen), nato dopo che un media aveva rivelato il contenuto della lettera che Conings aveva lasciato alla compagna: una sorta di testamento politico che aveva fatto breccia nel variegato ventre molle del Belgio. Secondo i primi rilievi, Conings si sarebbe suicidato con un'arma da fuoco. A scoprire il corpo stamane sono stati il sindaco di Maaseik, Johan Tollenaere, e un cacciatore che stavano passando per caso nei paraggi in bicicletta e, avvertito il forte lezzo di decomposizione, hanno contattato le forze dell'ordine.

Conings, sostenitore delle teorie della cospirazione sul Covid-19 e fervente oppositore delle restrizioni per contenere il contagio, si era dato alla macchia lo scorso 17 maggio dopo aver fatto incetta di armi in un deposito delle forze armate e dopo aver lasciato la sua tessera militare sulla tomba dei genitori. Fino a oggi l'intensa caccia all'uomo che aveva coinvolto 500 soldati belgi, con il sostegno di militari tedeschi e olandesi, aveva trovato, come unica traccia del fuggitivo, un telo impermeabile che il quarantaseienne avrebbe usato come bivacco nei pressi del luogo dove aveva abbandonato la sua auto, prima di inoltrarsi nella foresta. Dopo aver disertato dall'esercito belga, aveva stilato una lista di dieci persone da uccidere, tra i quali Marc Van Ranst, uno dei più celebri virologi del Paese, e il ministro della Difesa, Ludivine Dedonder.

La lettera e la fuga

Tutto era cominciato lunedì 17 maggio, quando la compagna di Conings ritrova una lettera d'addio con messaggi inquietanti. E avverte la polizia. Secondo quanto riportato dal quotidiano Het Nieuwsblad, l'uomo aveva preparato un piano da tempo, tenendolo nascosto alla sua compagna fino all'ultimo: "Voglio che tu sappia che ho fatto tutto il possibile per impedirlo, ma non ci sono riuscito - si legge nella lettera pubblicata da Het Nieuwsblad - Non ce la faccio più e non voglio continuare a vivere così". Il militare rivolge le sue critiche ai politici e ai virologi. "Non posso vivere con le bugie di persone che devono decidere come dobbiamo vivere. Le élite politiche e ora i virologi stanno decidendo come dobbiamo vivere io e te. Seminano odio e frustrazione". Da qui la decisione di entrare in una sorta di resistenza. "So che diventerò il nemico dello Stato. Mi cercheranno e mi troveranno alla fine. Ma sono pronto per questo, mi sono preparato a poco a poco". Infine, l'addio: "Non ho paura di morire", e "vivrò i miei ultimi giorni come voglio". Si scoprirà più tardi che l'uomo aveva stilato almeno altre due missive, chiarendo meglio i suoi obiettivi.

"Un militare esperto"

Conings aveva quasi 20 anni di carriera militare alle spalle, e ha servito nelle missioni in Jugoslavia, Libano, Iraq e Afghanistan. In Patria, aveva stretto legami con gli ambienti dell'estrema destra e con esponenti come Tomas Boutens, militare conosciuto in Afghanistan e condannato a 5 anni per aver organizzato (per fortuna senza esito) degli attentati terroristici. Conings sarebbe stato in contatto anche con "Knights of Flanders", gruppo cospirazionista e negazionista di recente messo nel mirino dei servizi segreti belgi. 

Ma più che le tesi di destra, a spingere Conings alla fuga era stata la rabbia accumulata durante la pandemia. Una rabbia che aveva trovato sfogo sui social, con post che riprendevano le tesi cospirazioniste o comunque contrarie alle misure restrittive anti-Covid. Proprio sui social, su Facebook, era sorto il gruppo pubblico "Als 1 achter Jurgen", che aveva raggiunto i 40mila fan prima di venire chiuso. Alcune persone avevano persino promosso dei sit-in inneggiando al militare in fuga. 

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