Per aiutare le mamme lavoratrici Bruxelles vuole il congedo di paternità

Dieci giorni a ridosso del parto per fare sì che entrambi i genitori possano essere presenti nei primi momenti dopo la nascita di un bambino. E poi altri quattro mesi da usare prima che il figlio abbia compiuto dieci anni

foto Unione europea

La maternità è una gioia per una donna ma molto spesso può rivelarsi un intralcio per la sua carriera in quanto una madre è spesso obbligata a farsi carico di maggiori responsabilità nelle cure dei figli, soprattutto nei primi tempi dopo la nascita. Per aumentare la rappresentanza delle donne sul posto di lavoro e rafforzare il ruolo di un padre o di un secondo genitore equivalente nella famiglia il Parlamento europeo ha approvato una bozza di direttiva che punta a concedere congedi di paternità da affiancare, e non sostiuire, a quelli di maternità. Per i deputati “ciò andrebbe a vantaggio dei bambini e della vita familiare, pur riflettendo i cambiamenti della società in modo più accurato e promuovendo l'uguaglianza di genere”.

I deputati hanno approvato con 34 voti favorevoli, 14 contrari e 4 astensioni in commissione Lavoro la proposta dell'esecutivo comunitario che introduce il diritto al congedo di paternità retribuito di almeno 10 giorni lavorativi per i padri intorno al momento del parto. Inoltre hanno esteso il campo di applicazione per coprire i secondi genitori equivalenti, nel caso ad esempio di coppie gay negli Stati in cui sono riconosciute. Hanno poi aggiunto disposizioni per concedere 4 mesi di congedo parentale non trasferibile da utilizzare prima che un bambino abbia compiuto 10 anni. Questo congedo, spiga il Parlamento, “dovrebbe essere un diritto individuale che dovrebbe servire a fornire le giuste condizioni per una distribuzione più equilibrata delle responsabilità”. Inoltre è stato adottato il congedo di assistenza retribuito per i lavoratori che prestano assistenza a una persona in gravi condizioni mediche o che abbia una menomazione legata all'età.

Al fine di incoraggiare il genitore più pagato, che solitamente è l'uomo, a prender e il congedo e a non rinunciarvi temendo perdite economiche, i deputati propongono che il livello del pagamento o dell'indennità debba essere almeno equivalente al 78% della retribuzione lorda del lavoratore in caso di congedo parentale e congedo di cura e dell'80% in caso di congedo di paternità.

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"Siamo riusciti a produrre una relazione ambiziosa ma equilibrata, siamo riusciti a rafforzare la proposta della Commissione e al tempo stesso introdurre salvaguardie per i datori di lavoro, in particolare le Pmi e le microimprese”, afferma il relatore per l'Aula, il popolare maltese David Casa. Affinché le norme siano attuate senza intoppi, garantendo che i lavoratori delle micro e piccole imprese possano anche beneficiare di tali diritti, i deputati hanno proposto di introdurre un periodo di preavviso ragionevole, specificando l'inizio e la fine previsti del periodo di congedo parentale, tenendo conto dei limiti alle modalità di lavoro e della pianificazione delle piccole imprese.

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