Debiti “dimenticati” e conflitti d’interesse, dieci commissari nel mirino dell’Eurocamera

La rumena Plumb, designata ai Trasporti, non avrebbe dichiarato prestiti per un milione di euro. Altre autocertificazioni sarebbero contraddittorie con quelle presentate in precedenza. I parlamentari pretendono chiarimenti e chiedono "tempo e mezzi" per scavare più a fondo

Non ha dichiarato due prestiti per un valore complessivo di un milione di euro, perché convinta che non fosse necessario specificare tale informazione. La dimenticanza della commissaria designata ai Trasposti, Rovana Plumb, non è passata inosservata ai deputati della commissione Giuridica del Parlamento europeo, che sarebbero pronti a chiedere alla politica rumena e ad alti nove membri del prossimo esecutivo Ue di chiarire meglio la propria situazione patrimoniale. L’esame della dichiarazione di interessi finanziari è il primo ostacolo da superare per i commissari designati dalla presidente in pectore Ursula von der Leyen, che si prepara a succedere il lussemburghese Jean-Claude Juncker

Chi è chiamato a rispondere

Secondo il quotidiano francese Le Monde, tra i dieci commissari finiti nel mirino degli eurodeputati non ci sarebbe l’italiano Paolo Gentiloni. Saranno invece chiamati a rispondere di eventuali omissioni lo spagnolo Josep Borell (designato Alto rappresentante per gli Affari esteri), la portoghese Elisa Ferreira (Coesione e riforme), il polacco Janusz Wojciechowski (Agricoltura), la francese Sylvie Goulard (Mercato interno), il belga Didier Reynders (Giustizia), la cipriota Stella Kyriakides (Salute), il lituano Virginijus Sinkevicius (Ambiente e Oceani), la ceca Vera Jourova (Valori e Trasparenza) e l'austriaco Johannes Hahn (Bilancio e amministrazione), oltre alla rumena Rovana Plumb (Trasporti). 

Parlamentari senza poteri

Finisce sotto accusa anche la procedura di verifica, che secondo l’eurodeputata francese Manon Aubry (Sinistra-Gue) “ci chiede di timbrare i documenti, senza darci i mezzi o il tempo”. Come da regolamento, la commissione Giuridica dell’Eurocamera è chiamata a esaminare le dichiarazioni presentate dai commissari designati, senza alcun potere investigativo. “Tuttavia esistono legami patrimoniali con petrolio e lobby finanziarie”, assicura Aubry promettendo battaglia nell’accertamento dei conflitti d’interesse che prevede, come extrema ratio, anche il semaforo rosso al commissario in pectore da parte del Parlamento europeo.

Cosa succede in caso di conflitti d'interesse

“Sebbene le conseguenze di una valutazione negativa della dichiarazione di interessi di un commissario designato non siano chiare - ammette un briefing tecnico della stessa Eurocamera - il regolamento del Parlamento prevede che la procedura di nomina concernente lo specifico commissario designato in questione sia sospesa finché non si giunga a una soluzione del conflitto di interessi o finché il Presidente eletto non decida quali misure adottare”. “Tuttavia - prosegue la spiegazione della procedura - qualora il Presidente eletto della Commissione omettesse di prendere atto del parere negativo, potrebbe mettere a rischio l'approvazione dell'intera Commissione da parte del Parlamento”. Le valutazioni degli europarlamentari sono quindi tutt’altro che trascurabili. 

Le dichiarazioni

Non appena saranno pubblicate le dichiarazioni patrimoniali presentate dai commissari designati - al momento ancora secretate - sarà anche possibile verificare che questi si siano attenuti al codice di condotta che impone, tra le altre informazioni, di specificare “tutti gli interessi finanziari di valore superiore a 10mila euro (indipendentemente dal fatto che possano costituire o meno un conflitto di interessi); gli interessi finanziari dei figli minorenni, laddove ritenuti in grado di generare un conflitto di interessi; l'appartenenza ad associazioni, partiti politici, sindacati, organizzazioni non governative o altri organismi, qualora le loro attività mirino a influenzare l'esercizio di funzioni pubbliche”.

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