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Padre David durante una confessione

Padre David durante una confessione

Chiese chiuse? La confessione si fa in auto

Se in Italia la Cei ha polemizzato con il governo per non avere ancora autorizzato la riapertura al pubblico dei luoghi di culto, in altri Paesi si sono trovati sistemi alternativi per mantenere il rapporto tra fedeli e preti. Come il "Drive Confession" di padre David in Francia

Un po' come al McDonanld Drive, con la differenza che al posto di hamburger e patatine fritte, qui si 'serve' il sacramento della confessionie. Succede a Limoges, città della Francia, dove padre David de Lestapis, della parrocchia di San Giovanni Paolo II, ha fatto installare un piccolo gazebo nel parcheggio della chiesa, da sotto il quale accoglie i fedeli che, restando a bordo della loro auto, possono confessarsi con il prete. 

L'iniziativa, partita il 25 aprile in sordina, ha fatto subito il giro della Francia, dove, al pari dell'Italia, i luoghi di culto sono chiusi al pubblico come misura di contenimento alla diffusione del coronavirus. L'ultimo decreto delle autorità transalpine ha fissato al 3 giugno la riapertura. E, sempre come in Italia, non sono mancate le polemiche da parte di vescovi e fedeli. 

Padre David non sembra curarsi troppo di queste polemiche e ha cercato una soluzione pratica per far mantenere il sacramento della confessione. Come racconta  France 3, l'idea non è originale: i "Drive Confession"  sono sorti in Polonia e negli Usa. E padre David ha pensato bene di portarli anche in Francia. Prima di lanciare il nuovo 'servizio' sulla pagina Facebook della parrocchia, ne ha parlato con il vescovo di Limoges, che gli ha dato come unica condizione quella di assicurare che il segreto del sacramento fosse rispettato: "Lo è, perché l'interno della macchina consente una certa discrezione. In fondo, non è molto diverso dal modo in cui confessi durante l'estate, all'aperto, durante i campi con i giovani o le sessioni spirituali", spiega.

I fedeli hanno apprezzato. "È fantastico. Questa iniziativa ci dà accesso al sacramento della confessione che è essenziale nella vita di un cristiano", dice uno di loro. "Il dispositivo non è affatto scioccante, al contrario, trovo che ci sia ancora maggiore libertà di parola grazie ai due metri che ci separano", dice una madre.

Da un punto di vista legale, il Drive Confession non è ancora inquadrato tra le categorie per le quali il governo ha consentito ai cittadini gli spostamenti in auto. Padre David ha suggerito di indicare i 'motivi di salute': "Per noi credenti, c'è qualcosa di terapeutico nella confessione, in questo processo di perdono. I nostri cuori hanno bisogno di trovare la pace, di essere guariti in questi tempi difficili", spiega. 

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