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Sabato, 2 Marzo 2024
Sicurezza globale

Conferenza di Monaco in tempi di guerra: attesa la svolta senza la Russia ma con la Cina

Wang Yi, uomo di fiducia del presidente cinese, è in Europa per ricucire i rapporti con l'Occidente e porsi come mediatore con Mosca. Cosa aspettarsi dall'appuntamento in Baviera

La Conferenza sulla sicurezza di Monaco entra oggi nel vivo con i pesi massimi della scena geopolitica internazionale attesi sul palco. L'evento annuale esordisce nel 1963 come un appuntamento dedicato esclusivamente ai militari. Presto si trasforma in una dimostrazione di unità tra i Paesi Nato contro la minaccia sovietica. Con la fine della guerra fredda diventa un'occasione di confronto tra superpotenze rivali. L'edizione 2023, la prima dall'inizio della guerra in Ucraina, segna un ritorno alle origini, con un compatto fronte Nato contrapposto a Mosca. Ma la svolta potrebbe arrivare dalla Cina, il vero ospite (in)desiderato. 

I grandi assenti

Dando un'occhiata alla lista degli invitati attesi tra oggi e domani si notano soprattutto i grandi assenti: la Russia e l'Iran. Eppure negli ultimi anni il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, era diventato un habitué dell'evento, che spesso aveva ospitato importanti segnali di distensione tra Mosca e Washington, a partire dall'adozione formale del trattato New Start per la riduzione delle testate nucleari, decretata da Lavrov e dall'allora segretaria di Stato Usa Hillary Clinton durante l'edizione del 2011. Il palco bavarese ha fatto da cornice anche a momenti di tensione come quando, nel 2007, Vladimir Putin accusò la Nato di espansionismo.

Il gelo con Mosca

Questa volta gli organizzatori hanno fatto la scelta di campo di non invitare alcun rappresentante di Mosca e tanto meno di Teheran, accusata di complicità nell'invasione dell'Ucraina. "Stiamo affrontando una rottura con la civilizzazione e dobbiamo accettarne le conseguenze", ha tagliato corto Christoph Heusgen, presidente della Conferenza di Monaco, spiegando le ragioni dell'esclusione. "Nessuno può aspettarsi che offriremo a Lavrov, che fondamentalmente è il portavoce di Putin, un palco per la sua propaganda", ha aggiunto Heusgen per poi esprimere una nota di rammarico. "Personalmente, penso che sia un peccato. Ho sempre pensato che la Conferenza fosse una piattaforma per parlare in modo informale con avversari difficili, Paesi con i quali i nostri contatti ufficiali erano scarsi o non esistevano affatto". Una filosofia che verrà rispettata nei confronti di un'altra superpotenza esterna alla Nato, cioè la Cina.

Il diplomatico di Pechino

A rappresentare Pechino ci sarà Wang Yi, diplomatico di lungo corso e già ministro degli Esteri, che è arrivato in Europa da qualche giorno per un tour di incontri coi leader del Vecchio Continente, ovviamente monopolizzati dal tema dell'Ucraina.

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"La Cina è pronta a cooperare con la comunità internazionale, inclusa la Francia, per promuovere un percorso di soluzione politica e raggiungere un cessate il fuoco in tempi brevi", ha affermato Wang dopo il faccia a faccia con Emmanuel Macron. Considerato uomo di fiducia del presidente cinese Xi Jinping, il diplomatico ieri era a Roma dove è stato ricevuto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Alla presenza di Wang in Europa è stato dato ampio spazio dalla rivista del Partito comunista cinese, Global Times, la quale ha anticipato che "la Cina partecipa alla Conferenza di Monaco con buona volontà di pace e sincerità di cooperazione, che riflette la missione e l'apertura mentale guidata dal senso di responsabilità di un grande Paese". Ma dietro ai buoni propositi sbandierati da Pechino si cela un contesto tutt'altro che sereno. 

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I difficili rapporti Usa-Cina

Oltre alla guerra alle porte dell'Europa, le ultime settimane hanno segnato anche una ripresa delle tensioni tra gli Usa e la Cina dopo il caso dei 'palloni-spia' cinesi denunciati da Washington che hanno spinto il segretario di Stato Usa, Anthony Blinken, ad annullare la visita a Pechino prevista da tempo. Proprio a Monaco si vocifera di un possibile incontro tra Wang e Blinken che potrebbe servire a ricucire lo strappo e riallacciare i rapporti tra le due superpotenze. 

Il ruolo dell'Ue

L'Ue certamente cercherà di far sentire il suo peso alla Conferenza sulla sicurezza, alla quale parteciperanno dieci commissari europei, ricordando alle grandi potenze militari i passi avanti compiuti nell'ultimo anno sul coordinamento militare, il vero tallone d'Achille di Bruxelles. E in effetti con l'European Peace Facility, il fondo comune di sostegno militare a Kiev, l'Ue ha fatto il suo esordio sul campo della spesa bellica, anche se il budget usato da Bruxelles non è paragonabile all'immensa spesa nella difesa delle vere superpotenze come Usa e Cina, le uniche con le carte in regola per convincere la Russia a fermare le ostilità.

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