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Lunedì, 24 Gennaio 2022
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"Con la pandemia il commercio illegale di tabacco ha proliferato, digitalizzare la filiera per combatterlo"

Lo dice Hafed Belhadj, chief procurement officer di Philip Morris international

La pandemia ha avuto un impatto notevole sulla produzione globale e sul commercio internazionale. Anche sul settore del tabacco. E questo ha favorito anche il proliferare del commercio illegale di sigarette. Un fenomeno che rischia di diventare la regola anche dopo la fine della crisi sanitaria. E che va combattutto con nuovi strumenti, a partire dalla digitalizzazione e dall'innovazione tecnologica. È il messaggio lanciato da Hafed Belhadj, chief procurement officer, Philip Morris international, durante un dibattito nel quadro della settima edizione della Conferenza Rome MED - Mediterranean Dialogues  

"Il commercio illecito si adatta rapidamente - dice Belhadj - la pandemia di Covid-19 ha dimostrato che le reti criminali, per loro stessa natura, sono flessibili, opportunistiche e non fanno discriminazioni su ciò che commerciano illegalmente ogni giorno. Il commercio illecito è anche un fenomeno globale ed è organizzato. Le reti criminali contrabbandano merci illegali attraverso i confini, stabiliscono operazioni illegali in zone scarsamente monitorate e creano disordini sui commerci legittimi, destabilizzando comunità e Paesi in tutto il mondo. Proprio per questo motivo la collaborazione è un fattore fondamentale per il successo contro il commercio illecito. La comunità internazionale semplicemente non può permettersi di lavorare in silos. È necessario continuare a compiere passi in avanti verso una reale collaborazione tra settore pubblico e privato".

Dello stesso avviso Alfredo Nunzi di Europol: "La cooperazione e il partenariato sono fondamentali per garantire la pace e la sicurezza nel Mediterraneo, in particolare per quanto riguarda le minacce criminali", ha sottolineato. Secondo Manlio Di Stefano, sottosegretario agli Affari esteri italiano "la discussione odierna ci ha offerto l'opportunità di riflettere su alcuni scenari post-pandemia che interessano la dimensione della sicurezza nel Mediterraneo allargato, cercando di elaborare nuove politiche per affrontarli. Dobbiamo garantire che i suoi effetti non lascino indietro le persone e che la criminalità organizzata non approfitti delle circostanze attuali". 

"La regione ha bisogno di una maggiore cooperazione Sud-Sud e Nord-Sud, per la promozione dei flussi di investimento regionali per finanziare progetti comuni e consentire trasferimenti di tecnologia e know-how più rapidi, su una scala più ampia di quanto realizzato finora", ha aggiunto Blanca Moreno Dodson, Direttrice del Center for Mediterranean Integration.

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