La città polacca si definisce "zona gay-free", e quella olandese toglie il gemellaggio

"Siamo una città arcobaleno ed accogliente e crediamo che sia inaccettabile creare zone franche in base all'orientamento sessuale"

Gay pride a Varsavia - foto Ansa EPA/RADEK PIETRUSZKA

Dopo anni di gemellaggio la città olandese di Nieuwegein, a sud di Utrecht, ha deciso di porre fine al suo gemellaggio che durava da circa 25 anni con una città amica che si trova in Polonia, Puławy. Potrebbe sembrare una notizia senza importanza alcuna ma invece il gesto ha una forte motivazione simbolica e politica.

Lo scontro

La decisione approvata quasi all'unanimità dal consiglio comunale di Nieuwegein è dovuto al fatto che quello con cui è ufficialmente terminato ogni rapporto di amicizia è tra gli 80 comuni polacchi che si sono definiti “gay-free zone” e che hanno invitato ad astenersi dall'intraprendere qualsiasi azione che incoraggi il rispetto della comunità omosessuale. Il gesto è stato sancito con la modifica anche dei cartelli di benvenuto della città, in cui la classica scritta “città gemellata con Nieuwegein” è stata coperta da un adesivo con la bandiera arcobaleno. “Creare zone franche dai gay è una cosa grave e il nostro Consiglio ha voluto mandare un segnale molto chiaro sul fatto che ciò non è accettabile. Siamo una città arcobaleno. Ed entrambe le città sono parte dell'Europa, un luogo in cui crediamo che chiunque tu sia, indipendentemente dal tuo orientamento, tu possa essere accolto nello spazio pubblico. E questo non prevede una gay-free zone", ha diciharato Marieke Schouten, consigliera comunale di Nieuwegein, nel motivare la decisione.

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La Polonia e i gay

Con la rielezione di Andrzej Duda come presidente della Polonia sono aumentate le preoccupazioni per i diritti delle minoranze Lgbti+, con l'esponente del partito conservatore Diritto e Giustizia che ha affermato che quella omosessuale sarebbe una “ideologia più distruttiva del comunismo”. “La Polonia è la Polonia, con la sua identità, la sua storia e le sue idee. Questo è il motivo per cui crediamo che i comuni partner non debbano interferire con le nostre risoluzioni”, è stato il commento alla fine del gemellaggio del sindaco di Puławy, Bożena Krygier.

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