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Controlli all'aeroporto - foto Ansa EPA/Claudio Bresciani

Controlli all'aeroporto - foto Ansa EPA/Claudio Bresciani

Anche le compagnie aeree e del turismo vogliono il passaporto vaccinale, ma l'Ue (per ora) dice no

Si moltiplicano gli appelli ai leader europei affinché diano il via libera al meccanismo che permetterebbe di viaggiare senza restrizioni, ma a Bruxelles ci sono dubbi sulla reale capacità delle dosi di ridurre i contagi

Con l'estate alle porte e la campagna di vaccinazioni che ormai è iniziata, con risultati differenti e al momento non esaltanti, in tutti gli Stati membri dell'Unione gli europei cominciano a sognare di poter andare in vacanza. E con loro le compagnie aeree e tutto il settore del turismo, che sperano di poter uscire finalmente da quello che è stato probabilmente l'anno più duro di sempre.

Il passaporto vaccinale

E la soluzione a cui molti stanno guardando per uscire dal pantano è quella del passaporto vaccinale, per permettere a chi ha ricevuto le dosi di viaggiare senza (o comunque con meno) restrizioni. Un'idea sostenuta dal settore del turismo ma che viene accolta al momento con scetticismo da Bruxelles. In occasione del Consiglio europeo di questa settimana l'International Air Transport Association (Iata) ha scritto una lettera ai leader chiedendo di approvare l'introduzione dei passaporti vaccinali per aiutare il settore dei viaggi aerei in seria difficoltà. La lettera, ottenuta da Euractiv, chiede anche che eventuali restrizioni alle frontiere siano “basate su prove" e anche di "concordare sul ruolo cruciale delle soluzioni digitali sicure”, che potrebbero fornire "ai governi e alle autorità - ma anche ai passeggeri e all'equipaggio - la fiducia necessaria sullo stato di salute di ogni passeggero". Anche l'aeroporto londinese di Heathrow ha formalmente chiesto al governo britannico di considerare l'adozione di "passaporti vaccinali digitali" per aiutare la ripresa del traffico aereo internazionale, dopo che lo scalo ha riportato una perdita annuale di 2 miliardi di sterline (oltre 2,3 miliardi di euro) a causa della pandemia e della conseguente forte riduzione del traffico aereo.

Non obbligatorio

Una richiesta simile è arrivata poi dall'alleanza dell'European Tourism Manifesto, un gruppo di oltre 60 organizzazioni di viaggi e turismo pubbliche e private. In un appello i firmatari chiedono i certificati di vaccinazione, sottolineando che finché la vaccinazione non sarà “più ampiamente disponibile”, questi non dovrebbero essere obbligatori, ma che comunque al momento si dovrebbe permettere ai “viaggiatori vaccinati o quelli con provata immunità”, di “essere esentati dai divieti di ingresso, dai test e dalle restrizioni di quarantena in conformità con la ridotta capacità dei vaccinati di diffondere ancora il virus”.

I dubbi di Bruxelles

Ma al momento il punto è proprio questo, la Commissione ritiene che non ci siano ancora abbastanza dati per sostenere che una persona vaccinata non possa comunque restare vettore del Covid-19. "Al momento non ci sono prove che una persona vaccinata non possa ancora essere infettata e continuare a trasmettere la malattia", ha detto il vicepresidente Maroš Šef?ovi?. "Naturalmente, questa posizione potrebbe evolversi man mano che saranno disponibili ulteriori prove", ha però aggiunto. A livello comunitario la proposta è sostenuta soprattutto dalla Grecia, Paese che ha già stipulato degli accordi sul passaporto vaccinale con Israele e che è in discussione per allargarli al Regno Unito. I passaporti unilaterali di Atene per i vaccini "porterebbero alcuni problemi in quanto alla fine della giornata siamo tutti nell'area Schengen comune", ha detto ad Euractiv una fonte comunitaria secondo cui non si possono "concedere benefici ai turisti israeliani e britannici mentre i cittadini dell'area Schengen sono esclusi".

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