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Martedì, 25 Giugno 2024
Il via libera

Il richiamo di Bruxelles all'Italia: "Attui il Pnrr nei tempi previsti"

Dopo mesi di ritardi e trattative, la Commissione ha approvato lo sblocco della terza rata e la revisione del piano. Adesso, corsa contro il tempo per ottenere 16,5 miliardi entro il 2023

La Commissione europea ha dato il via libera ufficiale al pagamento della terza rata da 18,5 miliardi del Pnrr italiano. Come da anticipazioni, l'esecutivo giudato da Ursula von der Leyen ha decurtato circa 520 milioni di euro da questa tranche, sottolineando però che l'importo non andrà perso, ma potrà essere recuperato nella prossima rata. Inoltre, ha approvato la revisione del piano di progetti e riforme proposto dal governo di Giorgia Meloni per accedere proprio al quarto pagamento, si spera stavolta senza intoppi. Tutto in ordine sull'asse Roma-Bruxelles? Non proprio: nelle more della nota della Commissione non manca una tirata d'orecchi all'Italia, con l'invito chiaro "ad attuare il piano di ripresa e resilienza nei tempi previsti".

Un invito che andrà colto subito per sboccare la quarta rata da 16,5 miliardi entro il 2023 e ricucire il ritardo già accumulato a causa anche dei problemi riscontrati con la terza tranche. In base al nuovo piano, scrive la Commissione, l'Italia si è impegnata ad accelerare gli "interventi di efficienza energetica nell'ambito del cosiddetto 'superbonus'", all'ampliamento e sviluppo di strutture per l'infanzia, allo sviluppo dell'industria spaziale di quella cinematografica (in particolare Cinecittà). E poi ancora: "trasporto sostenibile; promozione e ecologizzazione del settore ferroviario; sostegno alle attività di ricerca e sviluppo nel settore industriale; sostegno finanziario all'imprenditoria femminile; promozione del settore delle organizzazioni senza scopo di lucro nelle regioni meridionali, anche a fini di istruzione e formazione". Alla quarta richiesta di pagamento "sarà aggiunto un nuovo traguardo relativo ai nuovi posti letto negli studentati" che doveva essere realizzato nell'ambito della terza rata. 

Per Bruxelles, le modifiche proposte dal governo italiano, a cui ha lavorato in prima linea il ministro Raffaele Fitto, "non alterano l'ambizione generale del piano". E la Commissione esprime soddisfazione per i "progressi significativi" del nostro Paese nell'attuazione di "ampie riforme trasformative in tema di diritto della concorrenza, ordinamento giudiziario, pubblica amministrazione e fisco, istruzione, mercato del lavoro e sistema sanitario". Adesso, per i 18,5 miliardi della terza rata manca solo il via libera definitivo degli Stati membri dell'Ue. Per la quarta, invece, il cammino è più lungo: i governi Ue dovranno dare l'ok alla revisione del piano, e solo una volta scattato il semaforo verde del Consiglio degli Stati membri, la Commissione potrà riaccendere i suoi fari per valutare se progetti e riforme sono stati effettivamente raggiunti. A tal proposito, Bruxelles non manca di aggiungere una postilla di un certo peso politico: "La Commissione esorta vivamente tutti gli Stati membri, Italia compresa, ad attuare il piano di ripresa e resilienza nei tempi previsti". Un monito 'ammorbidito' dalle parole della stessa presidente von der Leyen ha dichiarato: "L'Italia ha compiuto progressi notevoli", ha detto. "La Commissione resterà a fianco dell'Italia lungo tutto il percorso per garantire che il piano sia un successo italiano ed europeo. Avanti tutta, con Italia Domani", ha concluso. 

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