La Commissione accusa gli Stati Ue: "Seconda ondata? Colpa delle norme allentate troppo presto"

La presidente von der Leyen avverte: "Sarà un Natale diverso". Il virologo consigliere dell’Ue fa appello a usare la mascherina: "La indossa solo il 60% degli europei, bisogna arrivare almeno al 95%"

Passeggeri in un vagone della metropolitana a Milano, 19 ottobre 2020. ANSA/Mourad Balti Touati

“Sono contraria a giochi dove si punta il dito verso chi fa meglio o fa peggio”. Ursula von der Leyen ha provato a rispondere con diplomazia in merito alle responsabilità della nuova emergenza sul coronavirus in Europa. Evitando anche di nominare i singoli Stati membri, la presidente della Commissione ha preferito concentrarsi sul piano presentato oggi - alla vigilia della videoconferenza tra leader Ue - per coordinare meglio l’azione di contrasto al contagio. Ma all’ennesima domanda dei giornalisti su cosa sia andato storto, la tedesca è sbottata: “Le misure di distanziamento sociale sono state allentate troppo presto. È per questo che c'è la seconda ondata”. 

L’ammissione è arrivata nel corso della prima conferenza stampa congiunta tra la presidente dell’esecutivo Ue e il suo consigliere personale sul coronavirus, il virologo belga Peter Piot. “In Inghilterra si dice: ripara il tetto quando splende il sole”, ha spiegato il medico con estrema chiarezza. “Avremmo dovuto fare di più - ha ammesso - per tracciare i casi”. Piot non si tira indietro nell’assunzione di responsabilità e confessa ai giornalisti di essere stato “troppo ottimista sul rispetto delle norme” da parte delle persone. Ma d’altro canto la Commissione europea non ha competenze in materia di sanità e tante delle raccomandazioni arrivate oggi alla luce dei nuovi drammatici dati sul contagio non sono altro che la ripetizione di appelli già caduti nel vuoto nei primi mesi della pandemia. 

“Non sapremo se ci saranno altre ondate”, ha sostenuto la presidente citando le altre epidemie che storicamente hanno colpito il Vecchio Continente e il resto dell’umanità. “Dopo l’estate - ha ricordato - abbiamo assistito a un nuovo aumento, in alcuni casi anche esponenziale” dei casi di contagio. “Il vaccino è la luce in fondo al tunnel”, ma “non fa cambiare le cose da un giorno all’altro”, ha avvertito la tedesca. E anche quando ce ne sarà uno sicuro “bisognerà vedere la percentuale di efficacia” che, ad esempio, “può essere anche del 75%”. “Credo che il Natale di quest’anno sarà diverso - ha detto la presidente - ma dipende tutto da nostri comportamenti”. Un appello condiviso dal virologo Piot che ha invocato “un insieme di misure” che “funzioneranno solo se le applichiamo tutti”. “La media di persone che usano la mascherina nell’Ue è del 60%”, ha sostenuto, “ma dobbiamo arrivare al 95%, come a Singapore”.

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