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Venerdì, 27 Maggio 2022
Diritti Gay / Germania

Il coming out di 120 preti e maestri di catechismo: "Siamo gay e difendiamo i diritti Lgbt nella Chiesa cattolica”

In Germania e negli Stati Uniti, diverse parrocchie hanno iniziato a benedire le unioni omosessuali. Ma la Congregazione per la dottrina della fede è contraria a tale pratica

Oltre 120 sacerdoti e dipendenti della Chiesa cattolica in Germania si sono dichiarati gay o queer e hanno lanciato una campagna per chiedere la fine della discriminazione contro le persone Lgbt da parte delle istituzioni religiose. Nel mirino degli ex e attuali sacerdoti, insegnanti, amministratori e volontari sono finite le “dichiarazioni obsolete della dottrina della Chiesa” quando si tratta di sessualità e questioni di genere.

I membri della comunità ecclesiale, secondo quanto riportato dai media locali, hanno pubblicato sette richieste sui social media nell'ambito dell'iniziativa “OutInChurch". I promotori dell’iniziativa hanno affermato che il loro orientamento sessuale non deve mai essere considerato una violazione della fede o un motivo di licenziamento. Gli aderenti chiedono dunque alla Chiesa cattolica di rivedere le sue posizioni sulla sessualità sulla base di “risultati teologici e umano-scientifici”.

Oltre a rivendicare la parità di diritti, i sacerdoti e gli insegnati di catechismo hanno anche avanzato richieste affinché la Chiesa si assuma la responsabilità della loro discriminazione nei confronti delle persone della comunità nel corso della storia.

Negli ultimi mesi, in Germania e negli Stati Uniti, diverse parrocchie e ministri di culto hanno iniziato a benedire le unioni omosessuali, con crescenti richieste ai vescovi di istituzionalizzare il matrimonio gay.

Tuttavia, in risposta alle domande formali di alcune diocesi sul fatto che la pratica fosse consentita, la Congregazione per la dottrina della fede si è chiaramente pronunciata negativamente. Papa Francesco ha approvato tale risposta, aggiungendo che essa “non intendeva essere una forma di ingiusta discriminazione, ma piuttosto un richiamo alla verità del rito liturgico” del sacramento del matrimonio.

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