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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
La stretta

Come cambierà la lotta ai trafficanti di migranti nell'Ue

La Commissione europea ha proposto un piano che prevede pene più severe per chi causa morti in mare, più risorse alle autorità di contrasto e una maggiore centralità di Europol

Pene fino a 15 anni di prigione, un ruolo più forte per l'Europol e più risorse alle autorità di contrasto. Sono alcuni dei punti chiave delle nuove regole proposta dalla Commissione europea per prevenire e combattere il traffico di migranti, aggiornando una quadro legislativo vecchio di 20 anni. Le reti criminali approfittano della disperazione delle persone che cercano di raggiungere le nostre coste. E il fenomeno ha proporzioni spaventose.

Oltre il 90% dei migranti irregolari che raggiungono l'Ue arrivano nei nostri confini grazie al lavoro dei contrabbandieri di esseri umani. Nel 2022 sono stati individuati circa 331mila ingressi irregolare sono stati identificati oltre 15mila trafficanti di migranti, come riportato da Frontex. Nel 2023, fino alla fine di settembre, sono stati rilevati circa 281mila attraversamenti irregolari delle frontiere esterne del blocco. Quella del traffico di esseri umani è un'attività molto lucrativa, che si stima abbia generato oltre 200 milioni di euro per i criminali nel 2019 nelle rotte marittime che conducono all'Europa, con un costo medio vicino ai 3mila euro per persona trasportata. A livello mondiale i profitti di queste reti criminali si aggirano tra i 4,7 e i 6 miliardi di euro all'anno. I contrabbandieri di migranti, che spingono centinaia di persone su imbarcazioni non idonee, hanno causato uno sconcertante bilancio umanitario di oltre 28mila persone annegate o disperse nel Mar Mediterraneo dal 2014, una vera e propria strage.

Bruxelles ora propone di stabilire norme minime per prevenire e contrastare il favoreggiamento dell'ingresso, del transito e del soggiorno non autorizzati nell'Ue con cinque obiettivi: perseguire efficacemente le reti criminali organizzate, armonizzare le sanzioni e aggiornarle alla gravità del reato, migliorare la portata giurisdizionale, aumentare le risorse e le capacità di contrasto del fenomeno degli Stati membri e infine migliorare la raccolta e la comunicazione dei dati.

Nel dettaglio, viene proposta una definizione più chiara del reato di contrabbando per concentrarsi sulle attività motivate da vantaggi finanziari o materiali o che potrebbero causare gravi danni a una persona. Anche l'istigazione pubblica a entrare nell'Ue senza autorizzazione diventerà un reato penale. Ciò riguarda il traffico di migranti pubblicizzato attraverso strumenti digitali e social media. I casi di reati aggravati, che causano la morte di una o più persone, saranno punibili con la reclusione fino ad almeno 15 anni, aumentato gli otto anni previsti dall'attuale legislazione Ue che risale al 2002.

Secondo la riforma la giurisdizione degli Stati membri si applicherà anche, ad esempio, quando le imbarcazioni affondano in acque internazionali e le persone muoiono. La giurisdizione degli Stati membri si estenderà anche ad altri casi, compresi i reati commessi a bordo di navi o aeromobili immatricolati negli Stati membri e i reati commessi da persone giuridiche che operano nell'Ue. L'obiettivo è colpire in modo mirato le reti criminali anche se scoperte fuori dai nostri confini.

Ma la Commissione specifica in una nota che "attività come l'assistenza umanitaria da parte delle Ong, l'adempimento di un obbligo legale di ricerca e salvataggio, l'assistenza da parte dei familiari e degli stessi migranti non devono essere criminalizzate". Secondo l'esecutivo comunitario la Commissione, gli Stati membri devono mettere in campo risorse adeguate per le proprie autorità nazionali per garantire un'efficace prevenzione, indagine e perseguimento dei trafficanti.

Gli Stati membri devono anche lavorare sulla prevenzione del traffico di esseri umani attraverso campagne di informazione e sensibilizzazione, programmi di ricerca e istruzione. Infine i Paesi membri saranno tenuti a raccogliere e comunicare dati statistici su base annuale per migliorare la portata, l'individuazione dei casi e la risposta al traffico di migranti. La Commissione propone inoltre un regolamento per rafforzare il ruolo di Europol e la cooperazione tra agenzie nella lotta contro il traffico di migranti e la tratta di esseri umani. Il testo proposto da Palazzo Berlaymont dovrà ora essere sottoposto al vaglio di Parlamento e Consiglio Ue, prima di ricevere l'approvazione finale.

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