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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Il collo di bottiglia

Decine di navi non riescono a scaricare il Gnl in Europa

Code al largo delle coste spagnole, ma non solo. Enagas: "Situazione eccezionale che si sta verificando anche in altri Paesi vicini"

La corsa dell'Europa a fare scorta di gas naturale liquefatto per compensare le riduzioni delle forniture via gasdotto dalla Russia si sta scontrando in questi giorni con un problema non da poco: le code ai terminali portuali della Spagna e di altri Paesi d'approdo del Vecchio Continente. Una situazione eccezionale che ha costretto decine di navi cariche di gnl a restare al largo delle coste, soprattutto quelle spagnole. 

A inizio settimana, si contavano 35 navi al largo della Spagna e del Mediterraneo, e almeno 7 sono  ancorate al largo della sola baia di Cadice, secondo Bloomberg. A detta degli esperti del settore, le cause sono da ricercarsi nella mancanza di impianti di rigassificazione, ma anche nel fatto che i Paesi Ue stanno riducendo i consumi di gas e hanno riempito le loro riserve di metano per prepararsi all'inverno. 

L’operatore della rete nazionale spagnola del gas Enagas ha definito lo stallo una "situazione operativa eccezionale” e ha annunciato che potrebbe limitare fino alla prima settimana di novembre il numero di carichi movimentati dal suo sistema di gnl, di gran lunga il più importante dell'Ue con una capacità di rigassificazione pari al 33% di quella di tutto il Vecchio Continente. Enagas conferma che vi è stata una riduzione "significativa" della domanda industriale da agosto e che questa, combinata con i livelli elevati di stoccaggio, ha lasciato poco spazio per assorbire le importazioni in eccesso. L'azienda iberica ha anche avvisato che "questa situazione non è un evento isolato nel sistema del gas spagnolo" e "che si si sta verificando anche in altri Paesi intorno a noi", ha affermato, senza entrare nello specifico.

Il mercato del gnl sta diventando sempre più centrale per la sicurezza energetica dell'Europa. Con lo scoppio della guerra in Ucraina e le tensioni sui gasdotti russi, "le importazioni nell'Europa nord-occidentale e in Italia hanno raggiunto un totale di 1,9 milioni di tonnellate nella settimana dal 10 al 16 ottobre, circa il 58% in più rispetto allo stesso periodo del mese prima", scrive Bloomberg. Più in generale, le importazioni di gnl in Ue e Regno Unito dovrebbero essere nel 2022 superiori di circa il 50% rispetto all'anno passato. 

Questa crescita è stata finora possibile in gran parte grazie alla "generosità" degli Stati Uniti, tra gli altri, ma si scontra con limiti sia sul mercato internazionale, sia per quanto riguarda le infrastrutture europee. La Germania, che finora non ha sentito l'esigenza di costruire dei terminali di gnl, si sta affrettando a recuperare il gap. L'Italia vuole un nuovo rigassificatore a Piombino, che il ministro della Transizione Roberto Cingolani ha definito "vitale per la sicurezza nazionale". C'è poi il progetto del Midcat, il gasdotto che dalle coste iberiche potrebbe portare il gnl fino alla Germania, via Francia. 

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