La Coca Cola sponsor della presidenza Ue rumena. Ong accusa: “Conflitto d'interessi”

FoodWatch parla di scelta “scioccante” visto che Bruxelles si occupa anche dei regolamenti alimentari. L'eurodeputato de Jong: “Così si perde la fiducia dei cittadini”

Foto dall'account Twitter di Stefan Leifert

Può la presidenza dell'Unione europea essere sponsorizzata da una multinazionale, da cui prende fondi utilizzati per sostenere l'organizzazione di eventi, e rimanere neutrale? Sta facendo discutere a Bruxelles la scelta della presidenza di turno romena di accettare una sponsorizzazione dalla Coca Cola, un gesto non irregolare ma che comunque lascia aperti diversi interrogativi sulla sua opportunità, soprattutto visto che l'Ue tra alcuni mesi dovrà rivedere i regolamenti sul cibo, in cui si dovranno stabilire i livelli massimi consentiti di zuccheri, nonché sul tema spinoso dell'etichettatura di cibi e bevande.

Come racconta Euractiv la prima a protestare è stata la Ong Foodwatch che ha lanciato una petizione per cambiare la legislazione sulle sponsorizzazioni di eventi ufficiali per evitare conflitti di interesse. Coca-Cola, che aveva già stipulato un accordo con la presidenza polacca nel 2011, ha ottenuto dalla Romania lo status di "sponsor platino", riservato alle imprese che forniscono 40mila euro in sponsorizzazioni e dà loro diritto di mostrare materiale promozionale in eventi ufficiali. "La sponsorizzazione da parte della Coca-Cola di uno dei principali organismi politici europei è semplicemente scioccante. I conflitti di interesse e l'influenza di tale sponsorizzazione da parte di un peso massimo del cibo malsano nell'agenda politica europea e su ciò che mangiamo sono inaccettabili ", ha osservato Karine Jacquemart, direttore generale di Foodwatch France. Per la Ong questa sponsorizzazione mette in pericolo la neutralità e l'imparzialità del mandato di presidenza.

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“I partenariati concordati, che servono a facilitare l'organizzazione degli eventi, non hanno, in alcun modo, alcun impatto o influenza sul modo in cui svolgiamo il nostro ruolo di presidenti del Consiglio dell'Ue", ha assicurato la presidenza romena al giornale. Ma questo non sembra aver certo convinto l'eurodeputato tedesco, Dennis de Jong, vicepresidente della Sinistra unita Gue, che si è detto “assolutamente sconvolto” della notizia e ha per questo inviato una richiesta di chiarimenti al Consiglio. "Se vogliamo che i cittadini abbiano fiducia nel processo decisionale europeo, dobbiamo evitare qualsiasi affiliazione con società commerciali", ha dichiarato de Jong.

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