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Giovedì, 18 Agosto 2022
Violenze di genere

Clienti drogate e stuprate, in Europa è l'ora del #MeToo dei pub e delle discoteche

Iniziato in Belgio, il movimento si sta ora espandendo in altri Paesi con azioni di boicottaggio dei locali notturni

Da Bruxelles a Londra, passando per Parigi, esplode la rabbia delle donne contro le violenze che sono costrette a subire nei bar e nelle discoteche. Vari movimenti sono nati negli ultimi mesi in tutta Europa e indicano tutti lo stesso problema: ovunque tu sia, se sei donna, quando esci a bere o a ballare, rischi di essere aggredita.

Una delle prime associazioni è nata a Bruxelles dopo uno scandalo che ha travolto uno dei centri della movida della capitale, il quartiere universitario del Cimètiere d'Ixelles, dove un barista è stato accusato di aver drogato e violentato decine di ragazze. In seguito a questi fatti è stato aperto un profilo Instagram chiamato "Balance ton bar" (denuncia il tuo bar), sul quale quale centinaia di giovani donne hanno riferito di essere state aggredite o drogate a loro insaputa nei caffè e nei nightclub della capitale belga, costringendo i proprietari degli stabilimenti e il governo a reagire.

Dalle proteste in piazza è nata poi un'organizzazione: l'Unione femminista inclusiva e autogestita (Ufia), che riunisce diverse associazioni femministe belghe e che a inizio novembre ha organizzato il boicottaggio dei locali notturni. Centinaia di partecipanti, prevalentemente donne, si sono riuniti nella place de l'Albertine, una delle piazze centrali di Bruxelles, per manifestare contro la cultura dello stupro e contro le aggressioni nei locali notturni. Il collettivo chiede che l'attenzione venga posta sugli aggressori e non sulle vittime, chiede che il personale venga formato per individuare la violenza sessuale, per accogliere le vittime, e che i locali notturni creino un protocollo di sicurezza e di sensibilizzazione dei clienti.

"Spesso sentiamo nei media che siamo stufi del femminismo. Infatti, anche le femministe sono stufe del femminismo. In un mondo ideale, non saremmo più femministe, così come non ci sarebbe bisogno di essere antirazziste o di lottare contro l'omotransfobia. Siamo stanche di combattere eppure lo facciamo, per ottenere finalmente la nostra libertà", ha detto Anna Toumazoff, militante femminista con un enorme seguito sui social, durante la protesta.

In Inghilterra invece sono state le testimonianze di due giovani ragazze, Lizzie Wilson e Zara Owen, a metà ottobre, a scatenare il fuoco e a portare a un movimento per boicottare bar e discoteche: Girls Night In. E adesso il movimento pare espandersi anche nel resto d'Europa: profili come quello di "balance ton bar" sono stati aperti in tantissime città francesi e in Spagna.

In Francia le testimonianze si sono moltiplicate sotto l'hashtag #MeTooGHB dove centinaia di donne hanno spiegato di essere state drogate a loro insaputa. Secondo il procuratore di Montpellier, Fabrice Belargent, citato da Le Figaro, questo autunno vi è stata un aumento preoccupante di questo fenomeno.

Nel febbraio 2018, Consentis, un'associazione francese per la prevenzione e la sensibilizzazione sul consenso e la violenza sessuale nei luoghi di festa, ha rivelato i risultati di un sondaggio condotto su oltre mille frequentatori di locali notturni: il 57% delle donne - rispetto al 10% degli uomini - si sente insicuro da solo in bar, concerti e club. Quasi il 60% di loro dice di essere stata vittima di violenza sessuale, riporta LeSoir

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