Multe e acquisti online: il governo assegna i “crediti sociali" ai suoi cittadini. A chi sgarra stop a viaggi e prestiti

Sembra un futuro distopico. Invece è la realtà quotidiana in Cina da quando l'esecutivo ha deciso di introdurre un sistema di valutazione dei comportamenti delle persone. Se il punteggio è basso, scatta la sanzione

EPA/HOW HWEE YOUNG

Funziona un po' come i punti della patente: chi sbaglia viene punito. Solo che in questo caso, a venire giudicati sono sono solo le infrazioni al codice della strada, ma più in generale i comportamenti “sociali” dei cittadini: dai pagamenti delle bollette fino al tempo speso con i videogiochi, passando per gli acquisti online e le sigarette accesse in aree per fumatori. Tutti comportamenti a cui vengono o verranno assegnati dei punteggi, dei “crediti sociali”, per l'appunto. E per chi ha un basso punteggio scatta la punizione, come il divieto di viaggiare. A oggi, secondo il Telegraph, sono 12 milioni i cittadini puniti con questa misura. 

Il Grande Fratello 2.0

Succede in Cina, dove il governo ha avviato un sistema di valutazione dei suoi cittadini con l'obiettivo dichiarato di migliorare la vita sociale e il rispetto della legalità. Ma il metodo utilizzato va ben oltre e sa di futuro distopico, una sorta di Grande Fratello orwelliano 2.0. A ogni cittadino, infatti, viene assegnato un punteggio sulla base non solo della conformità alla legge, ma anche del rispetto delle norme sociali. Si va dall'ostruire le corsie per le bici al mancato pagamento delle multe, dal fumare in aree per non fumatori al prendere il treno senza biglietto o con il ticket sbagliato. 

Nel mirino anche gli acquisti online

Per adesso, il sistema è in via sperimentale e riguarda solo una parte del paese. Ma il governo ha tutta l'intenzione di potenziarlo e metterlo a pieno regime entro il 2020. Lo dimostra il lavoro fatto con il gigante della vendita al dettaglio Alibaba (l'Amazon cinese) per sviluppare Sesame Credit, un sistema di punteggio che giudica gli utenti in base a quanto tempo giocano ai videogiochi, a quali prodotti acquistano online e più in generale in base ai comportamenti ricavabili online. 

L'obiettivo è di creare un gigantesco database in cui confluiscano i dati provenienti da social network, smartphone, polizia, tribunali e autorità fiscali. Il tutto per creare un “profilo” per ogni cittadino, con un rating come quello che viene assegnato ai ristoranti di TripAdvisor. E oltre al divieto di viaggi, tra le punizioni potrebbe esserci anche lo stop ai prestiti bancari.

Le paure degli attivisti per i diritti umani

Il governo cinese giustifica questo sistema di classificazione: “Creerà un clima sociale imperniato sulla fiducia. La sincerità verso il governo sarà rafforzata, così come la credibilità della giustizia. Ma le associazione per i diritti umani sono preoccupate perché, quando il sistema sarà pienamente attuato, potrebbe diventare una sorta di “spia” non solo dei comportamenti sociali, ma anche di quelli politici.
 

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