Cipro porta a 21 i Paesi da cui non accetta rifugiati, ci sono anche Nigeria ed Egitto

“Arrivano come studenti per chiedere asilo politico”. Giro di vite del Governo di Nicosia sui permessi per frequentare corsi e stop ai richiedenti da una lunga lista di Stati

Troppi richiedenti asilo e matrimoni fittizi. Il Governo cipriota ha annunciato un giro di vite sull’immigrazione irregolare, che secondo gli esponenti dell’esecutivo di Nicosia rischia di mettere in crisi i fragili equilibri dell’isola per metà indipendente e Stato membro dell’Unione europea, ma ancora alle prese con dispute territoriali con la Turchia. Obiettivo principale del pacchetto di provvedimenti promessi dal Governo è quello di fermare il flusso di persone che approdano a Cipro con il visto da studente per poi chiedere asilo politico. 

Le cifre del fenomeno

Il ministro degli Interni, Nikos Nouris, afferma che tra il 2017 e il 2019 ben 3.214 persone entrate nel Paese come studenti hanno presentato domanda di asilo. Nello stesso biennio, l’esecutivo ha registrato oltre 2mila matrimoni tra studenti stranieri e cittadini locali o di altri Stati Ue, che poi si sono rivelate unioni “fittizie” e dunque finalizzate all’ottenimento del prezioso passaporto europeo. Nouris sostiene che a fronte delle circa 13mila persone hanno fatto domanda d’asilo tra il 2008 e il 2013, nell’ultimo quinquennio si è arrivati a 34mila richiedenti. Un numero ritenuto insostenibile dalle autorità (la popolazione totale è inferiore alle 900mila persone). 

Le preoccupazioni

“È impossibile per Cipro ricevere, ospitare e gestire il numero esistente di migranti”, si lamenta il ministro degli Interni. “Le risorse del Paese non sono abbastanza e anche l'aiuto dell'Ue, finanziario e di altro tipo, non è sufficiente”, afferma Nouris all’agenzia americana Associated Press. E mentre l’Ue attende l’approvazione del pacchetto economico sul bilancio e il Recovery Fund prima di avviare i negoziati per la (più volte) promessa riforma della politica migratoria, il Governo di Nicosia ha deciso di agire per conto proprio. 

Stati "sicuri"

Un primo provvedimento mira a ridurre il numero di visti concessi agli studenti stranieri. Nouris ha affermato che gli aspiranti titolari del permesso avranno bisogno di documenti bancari per dimostrare di poter pagare le spese per il primo anno di corsi e firmare una dichiarazione in cui affermano che non sono in pericolo nel proprio Paese. Un secondo intervento legislativo introdurrà una lunga lista di Stati “sicuri”. Le richieste d’asilo di cittadini provenienti dai Paesi ritenuti “safe” saranno considerate “prive di fondamento” in partenza, a meno che i richiedenti non possano dimostrare che le loro vite sarebbero in pericolo se ritornassero a casa. Nouris ha affermato che in tale lista ci saranno anche Egitto, Nigeria, Bosnia, Filippine e Vietnam. 

Ridotti anche i tempi per presentare domanda

Liste di questo tipo sono state adottate da tanti altri Paesi Ue, che hanno deciso di classificare gli Stati per indici di pericolosità al fine di vagliare più facilmente le domande. Ma la materia è regolata anche dal diritto europeo e la definizione di Paesi come Egitto e Nigeria potrebbe finire sotto la lente d’ingrandimento di Bruxelles. Nessuno dei Paesi Ue considera per l’Egitto uno Stato sicuro, mentre la Nigeria viene considerata fuori pericolo solo dal Regno Unito, ex Stato membro dell’Ue, e dalla Bulgaria. Il progetto di legge, che dovrebbe essere approvato il prossimo mese, riduce anche il periodo di tempo disponibile per fare domanda d’asilo dagli attuali 75 giorni dall’arrivo nell’isola a soli 15 giorni.

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