Germania: 5 giorni per trovare il feeling per una nuova Grosse Koalition

Angela Merkel e Martin Schulz negoziano le basi programmatiche per un nuovo governo in comune. L'Europa al centro del progetto del nuovo esecutivo per rispondere alla richiesta di riforme avanzata da Macron. L'incognita CSU sui migranti

EPA/CLEMENS BILAN

Cinque giorni per capire che aria tira tra Angela Merkel e Martin Schulz. Se ci sarà idillio o, almeno, coincidenza di vedute, allora partiranno i negoziati veri e proprio per dare alla Germania una nuovo governo targato Grosse Koalition che trascini fuori il Paese dall'impasse in cui è caduta dopo il voto e dopo il fallimento delle trattative per formare un esecutivo 'Jamaica' con verdi e liberali.

L'Europa al centro del prossimo programma di governo

"L'Europa dovrà stare al centro del prossimo accordo di programma, è ora che la Germania dia una risposta alle proposte di riforma di Macron", ha affermato l'ex ministro degli esteri, il socialdemocratico Sigmar Gabriel, indicando quale dovrà essere il cuore delle politiche del prossimo, eventuale, governo CDU-CSU-SPD. I socialdemocratici, che nello scorso governo lasciarono campo libero alla Merkel e a Schauble e alle loro politiche tutta austerità in Europa, ora reclamano un nuovo ruolo tedesco in Europa. Un cambiamento di posizionamento politico che, nelle loro intenzioni, dovrebbe portarli ad avere anche la poltrona di ministro delle finanze, quella lasciata libera proprio dal falco Schauble. 

Questi pre-negoziati, che dovrebbero concludersi per venerdì, si svolgeranno attraverso 15 gruppi di lavoro con l'obiettivo di arrivare ad un documento di principio di un paio di pagine da cui poi sviluppare il programma di governo. 

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Merkel: "possiamo riuscirci". Incognita CSU

"Possiamo riuscirci", ha affermato Angela Merkel, ribadendo che "la CDU entra in questi colloqui con l'obiettivo di mettere i presupposti per un governo stabile". "Ma - ha avvertito - c'è un enorme lavoro da fare nei prossimi giorni". "Parlare di meno e lavorare di più", l'eco di Horst Seehofer, della CSU, il partito bavarese alleato storico della CDU, ma su posizioni assai più conservatrici, soprattutto quando si parla di immigrazione. Tanto che domenica alla convention della formazione bavarese era presente come invitato di prestigio il premier ungherese Viktor Orban, nemico dichiarato delle politiche migratorie proposte da Berlino. E nell'evento targato CSU da registrare anche la polemica innescata dal capogruppo popolare al Parlamento Ue Manfred Weber che dal palco ha reclamato una "soluzione finale" per i rifugiati. 

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