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Martedì, 28 Maggio 2024
Il caso

“Cingolani apre al pagamento del gas russo in rubli”, ma poi il ministero smentisce

Tuttavia, secondo l’esponente del governo Draghi, il metodo previsto dal Cremlino “non lascia ravvisare una violazione delle sanzioni”. Una posizione in contrasto con le scelte di Bruxelles

L’unità europea contro il pagamento del gas russo in rubli ha pericolosamente vacillato per via di un’intervista al ministro per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani, nella quale l’esponente del governo italiano avrebbe aperto alla richiesta del Cremlino di pagare le forniture energetiche nella valuta russa. Riportate sulla testata online Politico, le posizioni di Cingolani hanno fatto credere a un clamoroso dietrofront dell’Italia sul no compatto di tutta l’Ue alla Russia sui pagamenti in rubli proprio mentre a Bruxelles era in corso una riunione straordinaria dei ministri Ue dell’Energia alla quale non ha partecipato il ministro italiano. Poi è arrivata la smentita.

"L’articolo pubblicato da Politico dal titolo ‘Italy open to paying for Russian gas with rubles’ è fuorviante e non corrisponde alla posizione espressa dal ministro Cingolani che non ha mai aperto ad un pagamento in rubli”, si legge in una nota del ministero alla Transizione ecologica. “In attesa che si definisca unitariamente, a livello di Ue, la posizione sui pagamenti, lo schema euro/rubli che prevede che le imprese paghino in euro, al momento non lascia ravvisare una violazione delle sanzioni stabilite il 24 febbraio”, ha aggiunto il ministero.

Quest’ultima frase, in realtà, è in contrasto con la posizione espressa la settimana scorsa dalla Commissione europea che aveva chiuso categoricamente a ogni pagamento del gas in rubli, sia in modo diretto che tramite il meccanismo in due passaggi previsto dal decreto adottato dal Cremlino lo scorso 31 marzo. L’esecutivo Ue ha comunque preso per buona la smentita di Cingolani, ma ha ricordato la presenza del ministro italiano a tutti i tavoli in cui si è scelta la linea comune. “Ho avuto conversazioni molto buone con il ministro”, ha detto la commissaria europea all’Energia Kadri Simson. 

"Venerdì scorso gli ho spiegato la posizione della Commissione che le aziende che rispettano i contratti firmati hanno tutto il diritto di rifiutare la richiesta unilaterale da parte della Russia di riaprire i contratti” e pagare le forniture in rubli, dal momento che “il 97% dei contratti firmati prevede espressamente che i pagamenti avvengano in euro o in dollari”. Inoltre, ha aggiunto la commissaria “Cingolani era presente, nei giorni immediatamente successivi al decreto di Putin, quando abbiamo avuto una riunione del G7, e già in quell'occasione abbiamo chiarito che non avremmo iniziato a pagare in rubli” le forniture di gas dalla Russia “come indicato dal decreto”.

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