"In Cina già 1 milione di persone vaccinate dal Covid". Ma il farmaco è ancora in fase sperimentale

Lo ha rivelato Liu Jingzhen, presidente dell'azienda farmaceutica Sinopharm, secondo cui 2 tipi di vaccini sarebbero stati inoculati per ragioni di emergenza nell'attesa di essere autorizzati al commercio: "Nessuna reazione negativa", assicura. Ma mancano gli studi clinici

I farmaci non sono ancora autorizzati al commercio, ma intanto quasi un milione di cinesi hanno già ricevuto inoculazioni "di emergenza" di due vaccini sperimentali anti-Covid senza manifestare "reazioni avverse gravi". È quanto sostiene Liu Jingzhen, presidente di Sinopharm, secondo quanto riporta l'agenzia Afp. Affermazioni che per il momento non sono state accompagnate da dati clinici che dimostrino l'efficacia dei farmaci dell'azienda cinese (come del resto non hanno fatto negli Usa e in Europa Pzifer e Moderna nel presentare i risultati dei loro vaccini).

"Da questa estate la Cina ha consentito inoculazioni di vaccini non autorizzati, per esigenze ritenute urgenti, come dipendenti e studenti in viaggio all'estero, o lavoratori particolarmente esposti, come il personale sanitario", spiega l'Afp. In questo contesto, "i nostri vaccini sono stati inoculati a quasi un milione di persone e non abbiamo ricevuto alcun feedback relativo a reazioni avverse gravi", ha affermato Liu Jingzhen. Secondo l'azienda, nessuna delle persone inoculate con i loro vaccini si è ammalato di Covid-19, nonostante la maggior parte di loro abbia viaggiato "in più di 150 Paesi" nel mondo.

Test effettuati all'estero

La Cina, dove il nuovo coronavirus è stato rilevato per la prima volta alla fine del 2019, ha attualmente quattro vaccini in fase 3 di sperimentazione umana, l'ultimo prima della possibile approvazione. Poiché i pazienti con Covid sono a oggi pochissimi, visto che il virus è stato ampiamente contenuto in primavera, i test cinesi vengono effettuati all'estero. Gli studi clinici di Sinopharm, che includono due vaccini che hanno raggiunto la fase 3, sono in corso in una decina di Paesi come Emirati Arabi Uniti, Argentina, Perù, Egitto e Giordania.

Il presidente cinese Xi Jinping ha promesso che qualsiasi vaccino prodotto da un'azienda nel suo Paese diventerà "un bene pubblico globale", che sarà reso accessibile ai Paesi in via di sviluppo. Il tema dell'accessibilità dei costi dei vaccini è stato sollevato da ong internazionali come Medici senza frontiere, che hanno puntato il dito soprattutto contro l'azienda biotech americana Moderna, accusata di fissare prezzi troppo alti per un farmaco la cui sperimentazione è stata pagata anche con soldi pubblici. 

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