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Il presidente cinese Xi Jinping e quello Usa Donald Trump

Il presidente cinese Xi Jinping e quello Usa Donald Trump

La Cina avverte: "Con gli Usa a un passo da una nuova Guerra fredda"

Il ministro degli Esteri di Pechino chiede "rispetto reciproco" e accusa Washington di avere diffuso "innumerevoli bugie" e "teorie di complotto", come sulle responsabilità legate al coronavirus

Il governo di Pechino punta il dito contro Washington e avverte il mondo: con gli Usa siamo "a un passo da una nuova Guerra fredda". L'avvertimento è arrivato dal ministro degli Esteri Wang Yi durante la conferenza stampa annual a margine dell'Assemblea Nazionale del Popolo, il parlamento cinese.

Il ministro ha accusato gli Stati Unti di avere diffuso "innumerevoli bugie" e "teorie di complotto" sulla Cina, come quelle sull'origine del coronavirus, e di usare "ogni opportunità per attaccare la Cina". Wang Yi ha aggiunto che i due Paesi "non dovrebbero avere conflitti e cooperare in una logica win-win e di rispetto reciproco". Allo stesso tempo, ha aggiunto, "gli Usa devono rinunciare a voler cambiare la Cina e rispettare" la sua volontà di sviluppo della nazione. 

L'avvertimento della Cina arriva in un momento in cui si sono riaccesi i focolai di protesta a Hong Kong. L'ex colonia britannica, e oggi regione a statuto speciale della Cina, lamenta da tempo i tentativi di Pechino volti a limitarne l'autonomia. L'ultimo fronte di scontro riguarda la legge sulle sicurezza nazionale in discussione al parlamento cinese, che porterebbe, secondo le accuse degli attivisti per i diritti umani, a una forte limitazione del diritto di critica e protesta. Da qui lo slogan degli 'hongkonger': "Niente rivoltosi, solo tirannia". Già nel 2019, una proposta di legge di riforma della giustizia aveva scatenato manifestazioni in tutta Hong Kong che avevano avuto una forte eco internazionale. I nuovi sit-in promossi dal fronte degli autonomisti potrebbero riaccendere i riflettori dell'Occidente sulla situazione della democrazia e dei diritti umani in Cina. Una pubblicità negativa che non giova alle mire di Pechino di accreditarsi come partner economico affidabile in Europa.

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