In Cina nuovo focolaio Covid: autorità promettono 4,7 milioni di test rapidi in 48 ore

Nella regione autonoma dello Xinjiang sono risultati positivi in 138. La prefettura di Kashi ha ordinato di testare tutta la popolazione in tempi record. Schierato un team di circa 3mila medici e infermieri

Non sarà la seconda ondata, ma anche la Cina adesso teme di ritrovarsi di nuovo in emergenza dopo che nella prefettura di Kashi, nella regione autonoma dello Xinjiang, sono stati segnalati 138 nuovi casi di persone contagiate dal Covid-19. E come già visto in passato, dinanzi a una potenziale situazione di crisi epidemiologica, le autorità di Pechino tengono a mostrare i muscoli al mondo (anche per propaganda): secondo il cinese Global Times, la prefettura di Kashi promette di testare in circa 48 ore l'intera popolazione della provincia: ossia 4,7 milioni di abitanti.  

I test dell'acido nucleico sarebbero iniziati il 25 ottobre e dovrebbero concludersi il 27. Nelle prime 24 ore, i test effettuati sarebbero già 2,8 milioni. Il tutto in seguito al dispiegamento da parte della regione di 600 addetti provenienti da altre aree, tra cui Aksu e Hotan. Mentre le autorità di Kashi hanno formato un team di oltre 2.500 professionisti.

La scoperta del potenziale focoalio risale al 24 ottobre, quando una ragazza di 17 anni che lavora in una fabbrica di abbigliamento nella contea di Shufu è risultata positiva al test. La commissione sanitaria locale ha affermato che la 'paziente zero' è rimasta nella contea di Shufu tutto l'anno e non è stata consapevolmente in contatto con alcun caso confermato o sospetto, né con pazienti con febbre o animali selvatici. L'amministrazione ha condotto test dell'acido nucleico su 831 dipendenti della fabbrica di abbigliamento in cui lavora e nessuno è risultato positivo. Tuttavia, 137 contatti stretti dei genitori della donna sono risultati positivi ma asintomatici, riporta l'agenzia Nova.

Zeng Guang, capo epidemiologo del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha dichiarato al Global Times che la situazione sembra grave se la piccola città ha rilevato più di cento casi asintomatici in un giorno. "Credo che alcuni dei casi asintomatici si trasformeranno in casi confermati in seguito", ha detto Zeng. "Ora la velocità dei test locali è molto elevata. Tuttavia, poiché le infezioni asintomatiche sono ancora contagiose e il paziente zero non è stato trovato, il rischio di un'infezione a grappolo della comunità è molto alto", ha spiegato l'immunologo Wang Ying. "Il compito urgente ora è studiare in dettaglio la cronologia dei contatti di 138 persone, ricostrure come si è formata la catena di trasmissione e trovare la fonte. Il processo può essere completato in una settimana", ha aggiunto.

Nel frattempo, le autorità hanno disposto un mini-lockdown: le lezioni in tutte le scuole primarie e secondarie e gli asili sono sospese fino al 30 ottobre. I negozi della città saranno aperti per garantire rifornimenti giornalieri sufficienti. Le persone che viaggiano da Kashi e dalle prefetture autonome di Kizilsu Kirgiz all'aeroporto di Urumqi devono essere messe in quarantena. All'arrivo, verranno prelevati dagli autobus e portati negli alberghi designati per i test dell'acido nucleico. 

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