Pechino censura l'Ue: vietato dire che l'origine del coronavirus è stata in Cina

Il China Daily, organo d'informazione vicino al governo, ha eliminato un passaggio di una lettera di 27 ambasciatori europei in cui si faceva ricondurre la nascita della pandemia a Wuhan. Nonostante la "correzione", Bruxelles ha acconsentito alla pubblicazione del testo

Un test per il Covid-19 a Wuhan

Non dite che la pandemia di Covid-19 ha avuto origine in Cina. Almeno se non vogliate venire censurati da Pechino o dai media vicini al partito unico che governa il Paese. E' quello che è successo a una lettera firmata dai 27 ambasciatori dell'Ue in Cina e pubblicata sul quotidiano China Daily

Nella versione originale della lettera, scritta in occasione del 45esimo anniversario dell'avvio delle relazioni diplomatiche Ue-Cina, gli ambasciatori citavano "l'epidemia provocata dal coronavirus in Cina e la sua conseguente diffusione nel resto del mondo negli scorsi tre mesi". Questo passaggio, che è rimasto tale e quale nelle versioni della lettera pubblicate sui siti delle ambasciate Ue, come quello italiano, è stato invece tagliato sul China Daily, dove è stato sostituito con un più neutro "l'epidemia provocata dal coronavirus". La 'censura' non è passata inosservata e non sono mancate le polemiche, tanto più dopo il recente caso di un rapporto del Servizio di azione esterna dell'Ue sulla disinformazione dove sarebbero state ammorbidite alcune accuse alla Cina contenute in una prima bozza del documento.  

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La risposta alle polemiche è stata affidata porprio alla portavoce del Seae, Virginie Battu, che ha ammesso che la diplomazia europea era a conoscenza della censura da parte del China Daily. Il via libera alla pubblicazione è stato dato comunque, anche se "con considerevole riluttanza". Il capo della delegazione Ue in Cina, continua la Battu, "ha preso questa decisione tenendo conto di un equilibrio tra i diversi interessi. In Cina c'è la censura, questo è un fatto, e l'Ue lavora in Cina all'interno dei limiti stabiliti dalle autorità cinesi". Quindi, il capodelegazione ha dato il via libera alla lettera nella versione censurata "per passare messaggi al pubblico cinese in aree importanti, come il rispetto dei diritti umani, il mutamento climatico" e altri. "Sono messaggi importanti", che non sempre è facile far passare in quel Paese, ha spiegato. I portavoce della Commissione non hanno chiarito se la decisione di dare via libera alla pubblicazione della lettera censurata sia stata condivisa con tutti i 27 Paesi dell'Ue. 

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