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Nell'Ue 1 vittima della strada su 3 va in bici o a piedi: "Serve limite di 30 km/h in città"

Secondo uno studio di Etsc, nonostante dal 2010 siano calati gli incidenti stradali in tutta Europa, il numero di ciclisti che hanno perso la vita non è cambiato: "Incentivare il trasporto pubblico e ridurre velocità nei tratti urbani"

Tra il 2010 e il 2018, quasi il 30% delle morti in Europa dovute a incidenti stradali riguardava pedoni e ciclisti. E nonostante il calo generale delle vittime, il numero di coloro che hanno perso la vita mentre si muovevano in bici è rimasto pressoché invariato. Dati che, secondo l'European transport safety council (Etsc), che ha realizzato lo studio, devono spingere i Paesi Ue a rivedere le misure di protezione degli utenti più vulnerabili della strada, incentivando il trasporto pubblico e fissando, come già sta avvenendo in diverse città europee, il limite urbano di velocità a 30 km/h.

Secondo il rapporto dell'Etsc, tra il 2010 e il 2018, almeno 51.300 pedoni e 19.450 ciclisti sono stati uccisi sulle strade europee. Il 99% dei decessi di pedoni e l'83% dei decessi di ciclisti registrati sono la conseguenza di un impatto con un veicolo a motore. In Italia, nel periodo considerato, le vittime in bici sono state 2.362, i pedoni uccisi 5.294. In generale, a livello Ue, la maggioranza dei morti riguarda autisti (51%) e motociclisti (18%); ma queste sono anche le categorie per le quali dal 2010 in poi sono stati registrati i più alti tassi di riduzione di mortalità. Per i ciclisti, invece, le vittime sono rimaste pressoché invariate.

I dati per chi sceglie la bici o le proprie gambe per muoversi sono ancora più drammatici se ci si focalizza sul contesto urbano: salvo rari casi, è in città e nelle aree rurali che avvengono gli incidenti mortali per queste tipologie di utenti. Ecco perché l'Etsc chiede all'Ue e ai suoi Stati membri di rivedere le politiche sui trasporti urbani: "Occorre applicare una gerarchia per la pianificazione urbana che privilegi la marcia, il ciclismo e il trasporto pubblico rispetto all'uso di auto private", dice l'Etsc, che invita anche ad attuare negli assi urbani "limiti di 30 km/h supportati dalle infrastrutture per la moderazione del traffico". Nel rapporto, si chiede inoltre all'Ue di convogliare i fondi verso miglioramenti della sicurezza stradale, come le modifiche alle infrastrutture necessarie per sostenere le strade cittadine più sicure e presentare una strategia per una mobilità attiva sicura". 

Per Graziella Jost, direttrice di Etsc, incentivare ciclisti e pedoni puo' dare un contributo anche alla lotta ai cambiamenti climatici e alle casse Ue: "Sulla base di stime prudenti, gli attuali livelli di ciclismo nell'Ue producono benefici valutati a circa 150 miliardi di euro all'anno. Al contrario, i costi esterni negativi del trasporto su strada motorizzato come congestione del traffico, inquinamento e cambiamenti climatici sono stimati in 800 miliardi di euro all'anno". 

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