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Martedì, 16 Aprile 2024
Orrore / Belgio

Chiama la polizia minacciando il suicidio, a casa sua gli agenti trovano un cadavere decapitato

Il corpo era stato smembrato ed era in stato di decomposizione. La vittima era un uomo di 67 anni che aveva accolto in casa la sua probabile assassina, una 35enne con problemi psichiatrici e di droga

Ha chiamato la polizia in evidente stato confusionale, minacciando di suicidarsi se non l'avessero aiutata. Ma quando gli agenti sono andati a casa della donna hanno fatto una terribile scoperta: nell'appartamento c'era il corpo decapitato, smembrato e in decomposizione di un uomo. È accaduto a Bruxelles, in Belgio. Martedì sera (27 febbraio), intorno alle 23:30, al polizia ha ricevuto una chiamata da una donna disperata che diceva di voler porre fine alla sua vita. Gli agenti di polizia sono arrivati sul posto e hanno trovato la 35enne in uno stato confusionale. Per questo è stata immediatamente presa in cura dall'ambulanza che pure era arrivata sul posto.

Ma a quel punto, come ricostruisce The Brussels Times, la polizia ha scoperto nell'appartamento un cadavere mutilato e in decomposizione. La donna è stata inizialmente portata in ospedale per essere curata, ma poi è stata portata davanti al giudice istruttore che l'ha arrestata per omicidio e occultamento di cadavere. Le indagini sono ancora in corso per capire cosa sia successo esattamente. La vittima è un uomo di 67 anni ucciso, decapitato e smembrato, i pezzi del cui cadavere sono stati conservati sia all'interno dello studio che sul balcone per circa due mesi, riferisce Sudinfo. La sua testa è stata trovata in una valigia. L'uomo stava ospitando da tempo in casa sua la donna di 35 anni, avendola conosciuta quando era appena uscita da un ospedale psichiatrico e non aveva un posto dove stare.

"Oltre alla sua storia psichiatrica, la donna era già nota per prostituzione e tossicodipendenza. Inoltre, al momento dell'arresto, era probabilmente sotto l'effetto di droghe", hanno dichiarato alcune fonti a Sudinfo. Pur non essendo parente della vittima, la donna diceva di essere sua nipote. "Lo chiamava nonno e bussava sempre alla sua porta per avere da lui i soldi per comprare la droga. Jean era un uomo relativamente discreto e isolato, ma da quando l'aveva accolta, c'erano spesso problemi a casa sua", ha commentato un vicino di casa al giornale belga.

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