"Chi semina odio e fake news sui migranti è un criminale”. L'atto di accusa a Bruxelles del medico di Lampedusa

Le parole di Pietro Bartolo, che insieme a Emma Bonino ha ricevuto il dottorato honoris causa dalla Vrije Universiteit Brussel. L'ex ministra: "Dobbiamo fare uno sforzo per fare di questa questione un problema europeo”

EuropaToday/Dario Prestigiacomo

“Penso di avere il record mondiale di persone salvate nel corso della mia carriera di medico. Ma purtroppo ho anche un altro primato, terribile, quello di aver constatato il maggior numero di morti”. Cosi' Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa reso famoso dal documentario Fuocoammare, ha raccontato la sua esperienza in prima linea nella crisi migratoria davanti alla platea della Vrije Universiteit Brussel, l'ateneo fiammingo di Bruxelles. L'occasione è stata l'assegnazione del dottorato honoris causa alla cittadinanza lampedusana, rappresentata da Bartolo, e all'ex ministra Emma Bonino. Per entrambi un riconoscimento all'impegno verso i migranti

Bonino, non amo una Ue indifferente alle sofferenze

"Non amo molto un'Europa che è così indifferente alle sofferenze", ha aggiunto un'emozionata Bonino. “L'Italia sta facendo molto bene sul piano del salvataggio dei migranti, con le Ong e la Marina militare – ha aggiunto l'ex ministra degli Esteri - ma è meno preparata sul versante dell'integrazione" rispetto ad altri paesi, essendo storicamente terra di emigrazione, non di immigrazione. E la questione migratoria non può riguardare solo l'Italia e la Grecia: "Dobbiamo fare uno sforzo - ha continuato Bonino - per fare di questa questione un problema europeo: oggi tocca l'Italia e la Grecia, ma un domani potrebbe succedere nell'Europa orientale e colpire la Germania e altri paesi".

I fenomeni migratori, ha ricordato la Bonino, si evolvono e sono mobili per natura: "Mi ricordo, quando ero giovane, i Boat People del Vietnam. Ora ci sono sempre più paesi che pensano a chiudere le porte, ma il problema così non sparirà. Il continente più ricco del mondo non può semplicemente chiudersi e vivere per conto suo", ha sottolineato. 

No agli stereotipi sui migranti, si tramutano in razzismo

"Stiamo facendo qualche progresso - ha aggiunto - ma dobbiamo combattere gli stereotipi: assistiamo a campagne che associano gli stupri ai migranti, ma recentemente abbiamo visto che le molestie sessuali sono anche opera di 'ricchi uomini bianchi'. Gli stereotipi vanno combattuti, perché si tramutano ben presto in razzismo".

"In questo periodo - ha continuato - siamo ossessionati dalle 'fake news', ma dovremmo stare molto attenti agli stereotipi. Un pizzico di memoria storica dovrebbe aiutarci a capire che si inizia con un briciolo di intolleranza" e subito si innesca un processo a valanga difficile da fermare.

"Fate del vostro meglio - ha concluso rivolta agli studenti presenti in sala - perché non finiamo per percorrere strade che sono state già percorse nel passato". 

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