Che cos’è il franco Cfa che i 5 Stelle attaccano. E che ha poco a che vedere con i migranti

Moneta ex-coloniale. Oggi ad uso volontario che garantisce stabilità monetaria. E anche volendo, non incide direttamente sui flussi migratori verso l'Europa

Il premier francese Macron in visita in Africa

Per Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, è la "moneta dello scandalo", simbolo di un colonialismo francese mai archiviato che ancora oggi depaupera l'Africa, spingendo masse di migranti verso l'Italia. Si chiama Cfa, acronimo che sta per “Communauté Financière Africaine”, comunità finanziaria africana. Ed è una moneta che risale al periodo coloniale della Francia e che pur tuttavia continua ad essere in circolazione anche oggi, a cinquant’anni di distanza dalla fine del colonialismo vero e proprio di Parigi nel continente africano. Già, perché se formalmente la presenza dei francesi è consegnata ai libri di storia, nella realtà la situazione è ben differente.

Dove è in circolazione

Ancora oggi il franco Cfa viene regolarmente utilizzato oggi in sei Paesi dell'Africa centrale (Camerun, Repubblica centrafricana, Congo, Gabon, Guinea equatoriale, Ciad). A stampare la moneta è la banca centrale degli Stati africani (Beac). La stessa valuta è di uso comune anche in otto Paesi dell'Africa occidentale (Benin, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Guina Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo). Qui a produrre il franco Cfa è la banca centrale degli Stati dell'Africa occidentale (Bceao). In entrambe le zecche siedono francesi, e non africani.

Il franco Cfa è agganciato all’euro, con il sostegno finanziario del ministero del tesoro francese. E questo, secondo molti, garantisce stabilità finanziaria. I sostenitori, infatti, affermano che i 14 Oaesi che usano questa moneta sono protetti dall’inflazione e dall’incertezza, mostrando la vicina Guinea come esempio di cosa può succedere se si esce dal Cfa.

La Guinea è una delle rare ex colonie francesi in Africa che hanno una una propria moneta. Ma affronta regolarmente problemi di scarsità di valuta e la sua banca centrale fatica a garantire la stabilità.

Le accuse del M5s sono fondate?

Secondo gli esponenti di spicco del Movimento 5 Stelle, inceve, questo regime monetario alimenta i flussi migratori e impoverisce i Paesi in cui è in vigore. I 5 stelle non sono gli unici detrattori del franco africano. In alcune aree in cui il Cfa è usato, ci sono state proteste di stampo anti-coloniale. Secondo alcuni, infatti, il Cfa impedisce uno sviluppo autonomo. E nei fatti sarebbe un modo per indirizzare verso la Francia più denaro di quanto ne ricevano tali Stati sotto forma di aiuto. Per il M5s, questo depaupera tali Paesi favorendo l'emigrazione verso l'Italia.

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Però tra gli africani ad aver raggiunto le coste italiane ci sono cittadini di Costa d’Avorio, Mali e Guinea, appena tre dei quattordici Paesi dove, peraltro, l’adesione al sistema del franco non è obbligatoria ma volontaria. Chiunque può uscirne quando vuole. 

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