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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Il paradosso

L’accordo Ue-Canada osteggiato dall’Italia fa aumentare l’export tricolore del 36%

L’entrata in vigore del Ceta ha fatto crescere anche gli investimenti e le importazioni di materie prime dal Nord America. Ma undici Paesi europei non l’hanno ancora ratificato

Il nostro Paese lo osteggia da sempre. Nessuno dei governi italiani che si sono succeduti negli ultimi cinque anni ha ratificato il Ceta, l’accordo di libero scambio tra l’Ue e il Canada accusato di mettere a rischio la difesa del made in Italy nel mondo e far arrivare alimenti non sicuri in Europa. Eppure l’accordo, parzialmente entrato in vigore cinque anni fa, ha già portato all’Italia diversi benefici. 

L’export tricolore verso il Canada è cresciuto del 36% dal 2017 al 2021, raggiungendo quota 7 miliardi di euro. L’industria dolciaria italiana e i produttori di alimenti a base di frutta e verdura sono tra i settori che hanno tratto maggiori vantaggi, con aumenti dell’export verso il Canada pari rispettivamente al 98% e all’82% rispetto ai livelli pre-Ceta. A evidenziare la crescita dell’export italiano e dell’Ue è stata la Commissione europea in occasione del quinto anniversario dall’applicazione dell'accordo. 

ceta

Dall'entrata in vigore provvisoria del Ceta nel 2017, gli investimenti italiani in Canada sono cresciuti del 289%, raggiungendo i 3,8 miliardi di euro nel 2021. Al contempo gli investimenti canadesi in Italia sono cresciuti del 185%, arrivando a 1,1 miliardi di euro.

L'Italia, uno degli undici Paesi che non hanno ancora ratificato il Ceta, negli ultimi anni ha inoltre aumentato del 101% le importazioni di materie prime dal Canada, in particolare fluorite e minerali di ferro. Un aumento degli scambi incoraggiato dall’eliminazione di buon parte dei dazi doganali contenuta nel Ceta. 

La parte dell’accordo già in vigore permette inoltre alle aziende europee di partecipare alle gare d’appalto pubbliche in Canada e viceversa, ma anche il riconoscimento reciproco dei titoli professionali e la protezione del diritto d’autore e dei brevetti industriali.

Nel 2018 il governo ‘giallo-verde’ di Movimento 5 Stelle e Lega si era detto apertamente contrario al Ceta e aveva minacciato di far naufragare definitivamente l’accordo. La posizione italiana si era fatta più sfumata col governo Pd-M5s, con i democratici favorevoli alla ratifica e il pentastellati che avevano confermato la loro contrarietà. Anche il mondo dell’agricoltura si era spaccato, con la Coldiretti contraria e la Confederazione italiana degli agricoltori favorevole.  "Ora abbiamo alle spalle cinque anni di solide prove che il Ceta aiuta a sostenere l'occupazione e la crescita nell'Ue, senza svantaggi", ha tagliato corto il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, in occasione del quinto anniversario dall’entrata in vigore dell’accordo.

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Dopo il voto favorevole del Parlamento europeo all’inizio del 2017, l’abbattimento dei dazi ha iniziato a far crescere gli scambi Ue-Canada negli anni successivi. "Ogni settore economico ne sta beneficiando”, ha aggiunto Dombrovskis. “Questo è il tipo di partnership dinamica di cui abbiamo bisogno nel turbolento clima geopolitico di oggi”, ha concluso il commissario europeo senza fare riferimento a quei Paesi, compresa l’Italia, che continuano a opporsi all’accordo pur beneficiandone in termini di export e investimenti.

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