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Sabato, 22 Giugno 2024
Covid-19 e vaccini

Il Ceo di Pfizer si rifiuta (di nuovo) di rispondere alle domande del Parlamento Ue

Bourla era stato invitato a un'audizione della commissione speciale sulla pandemia. "Così getta ombre sulla strategia di vaccinazione dell'Ue", hanno lamentato i deputati

L'amministratore delegato di Pfizer ha rifiutato di comparire davanti alla commissione speciale sula pandemia di Covid-19 del Parlamento europeo. È la seconda volta che Albert Bourla declina l'invito dei deputati che vorrebbero porgli delle domande per capire meglio come sono andati i negoziati con la Commissione europea. "L'Ue ha speso molte risorse pubbliche per la produzione e l'acquisto di vaccini. Il Parlamento europeo ha il diritto di ottenere piena trasparenza sulle modalità di queste spese e sui negoziati preliminari che le hanno precedute", ha scritto su Twitter la presidente della commissione speciale, Kathleen Van Brempt, che si è detta "profondamente rammaricata" del rifiuto.

Nella sua lettera di risposta all'invito, resa pubblica dall'eurodeputata francese Virginie Joron, del Ressemblement National di Marine Le Pen, Bourla sostiene che la multinazionale statunitense ha inviato diversi suoi rappresentanti in passato a discutere con i deputati, di cui l'ultima volta ad ottobre, Janine Small, manager che presiede la sezione Sviluppo internazionale dei mercati. "Da allora non abbiamo ulteriori informazioni da condividere con la commissione quindi con rispetto decliniamo l'invito", ha scritto il Ceo. Tra le domande che furono poste a Small, e a cui la manager non aveva risposto in maniera convincente, c'era quella sul fatto se i vaccini fossero stati testati adeguatamente o meno per quanto riguarda la prevenzione della trasmissione del virus.

Accuse di mancanza di trasparenza sono state rivolte anche alla Commissione europea. Ad ottobre la Procura europea (Eppo) aveva lanciato delle indagini sui contratti per le forniture di vaccini e in precedenza la Corte dei conti europea, aveva rilevato che la presidente Ursula von der Leyen aveva assunto personalmente il controllo delle prime trattative del più importante contratto, proprio quello con Pfizer, ma sulla questione l'esecutivo non ha voluto fornire alcuna informazione, compresi i messaggi che von der Leyen avrebbe scambiato con la multinazionale, messaggi che sarebbero stati cancellati.

"Il fallimento da parte della Commissione e di Pfizer nell'affrontare la mancanza di trasparenza", getta "un'inutile ombra sul successo della strategia europea sui vaccini", ha accusato Van Brempt. Secondo la socialista belga "la trasparenza è essenziale per garantire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni europee ed è fondamentale per rafforzare la capacità di resistenza dell'Ue".

"È chiaro che l’amministratore delegato non vuole rispondere alle domande sui rapporti diretti avuti" con la presidente della Commissione e "sul loro scambio di sms nel pieno delle trattative per l’acquisto dei vaccini e del processo di autorizzazione al commercio", ha attaccato l'europarlamentare dei Verdi, Rosa D'Amato, che si è chiesta se almeno Bourla non abbia ancora i messaggi inviatigli da von der Leyen.

Secondo la politica tarantina "non si tratta di una questione privata, ma di una questione di trasparenza fondamentale per comprendere le scelte alla base della strategia europea sui vaccini, e se tali scelte siano state fatte nel pieno rispetto dei diritti e degli interessi dei cittadini". D'Amato ha chiesto per questo di sospendere l’ingresso dei manager e dei lobbisti di Pfizer presso le istituzioni Ue finché Bourlà non accetterà di andare in audizione presso la commissione Covi.

Correzione 7 dicembre ore 17.34

Albert Bourla è Ceo di Pfizer e non Cfo. Ci scusiamo con i lettori

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