Il centrodestra italiano si spacca in Europa sul piano di ripresa post-coronavirus

Forza Italia vota con Pd e M5s. Lega e Fratelli d’Italia si astengono, ma per ragioni differenti. Il testo approvato a larga maggioranza chiede un Recovery Plan da 2.000 miliardi

Uniti contro il Governo, ma divisi sul da farsi. Il centrodestra italiano oggi non è riuscito a parlare con una voce sola sulla proposta di bilancio comunicato che includa un piano straordinario di aiuti economici destinati ai Paesi Ue più colpiti dal coronavirus. Le delegazioni al Parlamento europeo di Lega e Fratelli d’Italia, nel voto finale della risoluzione sul bilancio Ue, si sono infatti astenute, avanzando però controproposte differenti. Favorevoli al testo gli eurodeputati di Forza Italia, che hanno votato come il colleghi del Partito democratico, del Movimento cinque stelle e di Italia Viva.

Il testo

La risoluzione approvata oggi dall’Eurocamera - con 505 voti a favore, 119 contrari e 69 astenuti - non è certamente un testo decisivo nella lunga partita politico-diplomatica sul piano economico Ue per uscire dal tunnel della recessione. Ma certamente segna un cambio di passo del Parlamento europeo, che ha deciso di proporre - in anticipo di oltre due settimane dalla presentazione della proposta della Commissione europea - un piano di ripresa da 2.000 miliardi, messo su con un mix di impegni di bilancio per gli Stati membri e “risorse proprie”, ovvero tasse su plastica e emissioni carboniche il cui gettito verrebbe gestito direttamente da Bruxelles. Una dimostrazione di unità da parte dell’Eurocamera che ha permesso al presidente David Sassoli di strappare a Ursula von der Leyen, numero uno della Commissione europea, la promessa di recarsi in Aula il 27 maggio “a illustrare la sua proposta (di piano di bilancio; Ndr)” per dare modo “ai gruppi politici di commentarla”, ha annunciato Sassoli dopo il voto. 

La strana alleanza 

Forza Italia - che in Europa fa parte del Partito popolare europeo, cofirmatario della proposta di risoluzione - ha sostenuto il testo, come deciso dall’intero gruppo parlamentare. E la strana alleanza al Parlamento europeo con Pd e M5s non è nulla di nuovo, considerato che le tre forze politiche hanno votato assieme in tante occasioni importanti della legislatura in corso, a partire dal via libera all’elezione di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea. 

L'astensione contro le nuove tasse

Più complessa era la situazione di Fratelli d’Italia, appartenente al gruppo dei Conservatori e Riformisti, che compaiono tra i cofirmatari del testo di compromesso. Gli eurodeputati di Fdi hanno deciso di astenersi “sebbene - ha detto il capodelegazione Carlo Fidanza - a nostro avviso il testo contenga aspetti positivi che sosteniamo, come il fondo per la ricostruzione che vogliamo immediato, cospicuo e basato soprattutto su contributi a fondo perduto”. Il mancato ok alla risoluzione è arrivato perché “al suo interno, oltre a un eccessivo richiamo al Green Deal, vi è una forte richiesta di istituire nuove risorse proprie”, che si tradurrebbero, secondo gli esponenti del partito guidato da Giorgia Meloni, in “nuove tasse sulle aziende e l’imposta europea sulla plastica”. “Non vogliamo diventare complici dell’ennesima stangata per le nostre piccole e medie imprese già provate da questa emergenza”, ha sottolineato Fidanza spiegando la posizione del partito.

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Pronostici smentiti

Mentre l’astensione di Fratelli d’Italia era attesa da giorni, quella della Lega ha smentito tanti pronostici, che davano il centrodestra diviso su ben tre posizioni diverse. A far pendere le previsioni degli osservatori verso un voto contrario da parte del partito guidato da Matteo Salvini sono stati soprattutto due fattori. Il primo indizio è arrivato dal leghista Marco Zanni - presidente del gruppo Identità e Democrazia, la famiglia europea del carroccio - che aveva presentato una proposta di risoluzione alternativa a quella di compromesso proposta da Popolari, Socialisti e Democratici, liberali di Renew Europe, Verdi e Conservatori. Nei giorni scorsi sono arrivate poi le dichiarazioni di fuoco dei leghisti che promettevano battaglia in Aula. “Da italiana sono molto delusa dalle misure messe in campo dall’Europa per fronteggiare l'emergenza economica conseguente alla pandemia”, ha scritto l’eurodeputata Isabella Tovaglieri due giorni fa. “Misure insufficienti, tardive, ma soprattutto rischiose per il nostro Paese”, rincarava la dose, salvando solo il Recovery Plan che “fa eccezione, ma sulle modalità e condizioni di attuazione non ci sono certezze”. “Basandosi sul bilancio europeo, sappiamo solo che questi fondi non arriveranno prima dell’anno prossimo, troppo tardi”, sosteneva la deputata. In mattinata, la Lega ha infine deciso di astenersi in quanto, spiega Zanni, “non si può giudicare una proposta che, nei fatti, non è sul tavolo”. “Attendiamo di conoscere nei dettagli quanto propone la Commissione”, ha sottolineato il leghista. “Ma fin da ora, stando alle parole di Ursula von der Leyen, temiamo una pericolosa via di mezzo tra il Mes e il tristemente fallimentare piano Juncker”, ha concluso in una nota congiunta assieme al collega di partito, Marco Campomenosi.

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